Amianto nella sabbia per bambini, la scoperta del test tedesco

La rivista tedesca Öko-test ha portato in laboratorio 18 giochi per bambini a base di sabbia modellabile e ha trovato la fibra cancerogena, oltre i limiti considerati pericolosi, in un prodotto venduto online 

La presenza di amianto nei giochi per bambini a base di sabbia modellabile colorata ha allarmato molti genitori all’inizio dell’anno quando sono scattati diversi avvisi e ritiri dal mercato. La rivista tedesca Öko-test ha portato in laboratorio 18 prodotti, trovando ancora amianto in uno venduto online che è risultato contaminato dalla fibra cancerogena oltre i limiti considerati pericolosi

Allarme europeo per prodotti provenienti dalla Cina

L’allarme all’inizio dell’anno è partito dopo il rilevamento di fibre di amianto in campioni di sabbia da gioco colorata e materiali per il bricolage in diversi paesi europei, tra cui Paesi Bassi e Belgio. La notizia ha destato subito scalpore poiché si tratta di prodotti molto diffusi nelle camerette dei bambini e negli asili, utilizzati per la loro particolare consistenza modellabile che li rende un gioco apprezzato sia dai bambini, per lo sviluppo della motricità fine, sia dai genitori, che ne considerano il valore educativo.
Secondo le analisi, i prodotti contaminati arriverebbero in larga parte dalla Cina. La possibile origine del problema sarebbe nelle materie prime naturali utilizzate: l’amianto è infatti presente in alcune rocce e può essere involontariamente incorporato durante i processi di estrazione e lavorazione.

La maggior parte dei prodotti interessati dai richiami oggi non risultano più disponibili sul mercato. Tuttavia, alcuni potrebbero essere ancora presenti nelle case delle famiglie e per questo si consiglia di verificare eventuali avvisi sui siti ufficiali dedicati alle allerte di questi prodotti e a smaltire i materiali sospetti. In caso di possesso di sabbia modellabile potenzialmente contaminata, le indicazioni sono chiare: evitare l’uso, non disperdere polveri durante la rimozione e pulire accuratamente gli ambienti, preferibilmente inumidendo il materiale per ridurre il rischio di inalazione di fibre.

Il prodotto contaminato oltre la soglia di sicurezza

Nella maggior parte dei prodotti portati in laboratorio da Oko test, disponibili sul mercato tedesco, non è stata rilevata alcuna contaminazione. Ma c’è un caso significativo che riguarda il prodotto Mushimallow Stretch Sand (set da 4), venduto su diversi shop online, nel quale è stato riscontrato un contenuto di amianto superiore allo 0,1% in massa. Un valore che, in ambito normativo, è già sufficiente a classificare il materiale come rifiuto pericoloso. Il produttore Eduplay, a seguito di un’analisi interna, ha confermato la presenza di contaminazione e ha dichiarato di aver sospeso la vendita e informato i clienti. Tuttavia, il prodotto risultava ancora disponibile su alcuni canali di vendita online al momento della verifica.

Risultati contrastanti tra i laboratori

Il quadro analitico non è uniforme. Un laboratorio specializzato ha dichiarato di aver riscontrato, in alcune centinaia di campioni ricevuti da privati, scuole e rivenditori, concentrazioni di amianto anche elevate, nell’ordine percentuale.
Di segno opposto i risultati di un’indagine condotta da un ufficio pubblico tedesco su 15 campioni di sabbia da gioco acquistati nella grande distribuzione: in nessuno dei prodotti analizzati sono state rilevate fibre di amianto. Le autorità hanno comunque annunciato ulteriori approfondimenti.

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Un rischio sottovalutato nei prodotti per bambini?

L’amianto è una fibra minerale naturale appartenente ai silicati, classificata come sostanza cancerogena di categoria 1A nell’Unione europea. Il rischio principale è legato all’inalazione delle fibre, che possono depositarsi nei polmoni e provocare gravi patologie, tra cui diversi tipi di tumore. La presenza di una sostanza del genere in un prodotto destinato ai bambini solleva interrogativi rilevanti sulla filiera produttiva, sui controlli delle materie prime e sulla tracciabilità dei prodotti importati. Le autorità sanitarie, al momento, invitano alla prudenza ma sottolineano come, sulla base dei dati disponibili, il rischio complessivo possa essere considerato basso. Resta però aperta la questione dei controlli preventivi e della gestione dei richiami, soprattutto per prodotti largamente diffusi nel mercato europeo.