Cosa c’è davvero nel cibo che portiamo in tavola?

Pubbliredazionale a cura di Trusty Food

Ogni giorno scegliamo cosa mangiare leggendo etichette, affidandoci ai marchi, alle certificazioni o alla reputazione di un produttore. Ma una domanda resta spesso senza risposta: sappiamo davvero cosa contiene il cibo che acquistiamo? Oggi la risposta, nella maggior parte dei casi, è no.

Residui di pesticidi, PFAS, metalli pesanti, microplastiche e altre sostanze possono essere presenti anche entro i limiti previ-sti dalla legge, ma queste informazioni non sono normalmente disponibili al consumatore.

È proprio da questa consapevolezza che nasce TrustyFood, una piattaforma che vuole cambiare il modo in cui scegliamo gli alimenti.

Un nuovo modello: il mercato del cibo modificato

TrustyFood si definisce il primo mercato dedicato ad alimenti verificati attraverso analisi indipendenti effettuate su ogni singolo lotto di produzione.

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L’obiettivo non è creare un nuovo marchio o una certificazione aggiuntiva, ma offrire qualcosa di molto più semplice: dati oggettivi.

Prima che un prodotto venga reso disponibile sulla piattaforma, viene sottoposto a un protocollo di controlli analitici eseguiti da laboratori indipendenti. Solo i lotti che rispettano integralmente i criteri previsti possono essere acquistati.

In questo modo il consumatore può consultare informazioni concrete, confrontabili e facilmente leggibili prima della scelta.

Perchè nasce Trusty Food 

Negli ultimi anni l’attenzione verso la qualità degli alimenti è cresciuta enormemente.

Sempre più persone cercano prodotti biologici, a chilometro zero o provenienti da filiere controllate. Tuttavia nessuna di queste informazioni racconta necessariamente ciò che è realmente presente nel prodotto finale.

La normativa europea stabilisce limiti di sicurezza per numerose sostanze, ma non prevede un controllo sistematico dell’in-sieme dei potenziali contaminanti legati all’ambiente, all’acqua, al suolo e ai processi produttivi.

Secondo i promotori del progetto, il problema principale non è soltanto l’eventuale presenza di contaminanti, ma l’assenza di informazioni accessibili.

Senza dati verificabili, il consumatore è costretto a scegliere sulla fiducia.

Come funziona

Il sistema sviluppato da TrustyFood si basa su tre fasi.

Selezione dei prodotti
Vengono individuati alimenti provenienti da filiere considerate di elevata qualità e da aree con caratteristiche ambientali favorevoli.

Analisi indipendenti
Ogni lotto viene sottoposto a controlli presso laboratori qualificati per valutare numerosi parametri, tra cui contaminanti ambientali, residui di antiparassitari e altre sostanze ritenute rilevanti.

Accesso al mercato
Solo i prodotti che superano il protocollo analitico previsto vengono pubblicati e resi acquistabili sulla piattaforma.

Dalla fiducia alla verificabilità

L’idea alla base del progetto è semplice: la qualità di un alimento non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla reputazione di chi lo produce, ma poter essere documentata attraverso dati oggettivi.

Per questo TrustyFood punta sulla trasparenza, rendendo consultabili i risultati delle analisi eseguite sui singoli lotti. L’obiettivo è offrire uno strumento in più a chi desidera effettuare scelte alimentari più consapevoli.

Un impegno concreto

Per comprendere come funziona il sistema è possibile consultare un protocollo analitico reale, che mostra nel dettaglio le verifiche effettuate su una specifica categoria di alimenti.

https://trusty.food/quadro-analitico-generale/

L’elenco comprende le sostanze ricercate, i parametri analizzati e la metodologia utilizzata dai laboratori indipendenti. Perché conoscere ciò che c’è davvero nel cibo, prima ancora di acquistarlo, diventerà il nuovo standard della trasparenza alimentare.