
Mattia Maestri dopo 9 anni di coma è morto a 13: contrasse la Seu per aver mangiato formaggio contaminato da E. Coli Stec. Il papà si è sempre battuto per introdurre l’obbligo di indicare in etichetta lo sconsiglio per i bambini. La proposta c’è ma manca la volontà politica
Dopo 9 anni coma Mattia Maestri a 13 anni è morto. La triste vicenda di Matia, come quella del piccolo Elia Damonte, è legata al consumo di formaggi a latte crudo contaminati da E. Coli Stec, un batterio capace di causare nei bambini la Seu, la Sindrome emolitico-uremica, una grave insufficienza renale che può portare anche alla morte.
Per evitare questi rischi basterebbe apporre sui formaggi a latte crudo l’avvertenza che questi prodotti possono essere pericolosi per i bambini di età inferiore a 10 anni. In Parlamento c’è una proposta di legge, condivisa tra l’altro dalla maggioranza e dall’opposizione, incardinata sul testo presentato dal senatore del Pd Lorenzo Basso che, nonostante abbia terminato l’iter in commissione al Senato, non è mai stata calendarizzata per il voto in aula. Perchè? Se lo sono chiesti i genitori del piccolo Elia in una conferenza stampa in Senato lo scorso 16 luglio ed è tornato in queste ore a denunciarlo il senatore Basso: “La morte di Mattia Maestri suscita un dolore profondo. Poche settimane fa, in Senato, abbiamo promosso una conferenza stampa insieme ai genitori di Elia per chiedere l’approvazione di una proposta di legge ferma da due anni. La proposta introduce etichette di avvertimento chiare sui prodotti a latte crudo a breve e media stagionatura. Una richiesta avanzata dalle famiglie delle vittime, per la quale Giovanni Battista Maestri si è speso con grande dignità in questi anni, affinché i consumatori siano pienamente informati dei rischi per i bambini e per i soggetti più vulnerabili. Informare correttamente significa prevenire e fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché tragedie come questa non si ripetano mai più”.








