
Dal 13 luglio diventa operativo il nuovo limite nazionale per la somma di quattro Pfas considerati pericolosi per la salute: Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs. L’altra novità è che i controlli dovranno essere garantiti (da proprietari o condomini) fino all’ultimo tratto che porta l’acqua nelle case
Dal 13 luglio diventa operativo il nuovo limite nazionale per la somma di quattro Pfas considerati pericolosi per la salute: Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs. La nuova soglia è fissato a 20 nanogrammi per litro ed è basata sul parere scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs sono considerati i composti più preoccupanti per la salute umana. Si tratta di sostanze estremamente persistenti, che si accumulano nell’organismo nel corso degli anni e sono state associate, sulla base delle evidenze scientifiche, a un aumento del rischio di alterazioni del sistema immunitario, incremento del colesterolo, disturbi della funzionalità epatica, ridotta risposta ai vaccini, problemi dello sviluppo fetale e della fertilità e, per alcune di esse, anche a un maggiore rischio di alcuni tumori, come quelli del rene e del testicolo. Proprio per la loro elevata tossicità e capacità di bioaccumulo, queste quattro molecole sono quelle per cui dal 13 luglio entra in vigore il nuovo limite nazionale nell’acqua potabile.
I controlli fino al rubinetto
L’altra novità importante introdotta dal decreto legislativo 102/2025 è che dalla stessa data, il controllo della qualità dell’acqua dovrà essere garantito da parte del gestore del servizio idrico e del gestore della distribuzione idrica interna fino al punto di utilizzo del cittadino, e non più soltanto fino alla rete dell’acquedotto.
Chi dovrà controllare
Nello specifico, secondo il decreto, è il Gestore della distribuzione idrica interna, il soggetto responsabile dell’impianto idrico compreso tra il punto di consegna dell’acquedotto e il rubinetto. Il ruolo potrà essere svolto dal proprietario dell’immobile, dall’amministratore di condominio, dal direttore di una struttura, dal gestore dell’attività o da un altro soggetto che abbia la responsabilità dell’impianto.
“Negli edifici prioritari”, spiega Repubblica che riporta la notizia, “come le strutture sanitarie, scolastiche e ricettive, spetta a questo soggetto verificare che tubazioni, serbatoi, autoclavi e altri componenti dell’impianto non compromettano la qualità dell’acqua prima che arrivi al rubinetto”.









