Pfas, l’agenzia europea Echa: il Tfa è tossico per la riproduzione

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L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) ha ufficialmente classificato il Pfas Tfa come tossico per la riproduzione, concludendo che “può danneggiare il nascituro” ed è “sospettato di compromettere la fertilità”. Pan Europe: vietare tutti i pesticidi Pfas che lo rilasciano in ambiente

 

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) ha ufficialmente classificato l’acido trifluoroacetico (Tfa) come tossico per la riproduzione, concludendo che “può danneggiare il nascituro” ed è “sospettato di compromettere la fertilità”. Il Tfa è il contaminante Pfas più diffuso nelle risorse idriche, negli alimenti e nell’ambiente europeo. È inoltre un prodotto di degradazione diretta di quasi tutti i pesticidi Pfas. “La decisione annunciata conferma ciò che avvertiamo dal 2023: il Tfa non è un metabolita Pfas innocuo. Può essere tossico per gli esseri umani e il danno è maggiore nei periodi più vulnerabili della vita — la gravidanza e la prima infanzia”, ha dichiarato la dottoressa Angeliki Lysimachou, responsabile Scienza e Politiche di Pan Europe.

Le prove scientifiche: malformazioni, effetti immunitari e danni agli spermatozoi

La classificazione fa seguito a una valutazione scientifica approfondita presentata alla 77ª riunione del Comitato per la valutazione dei rischi (Rac) dell’Echa. Le conclusioni del Rac si basano su prove di danni allo sviluppo nella prole di animali da laboratorio a seguito di esposizione prenatale al Tfa: malformazioni oculari e scheletriche nei conigli; effetti sul sistema immunitario e sulla tiroide nei ratti; indicazioni di effetti sulla qualità degli spermatozoi. Il Rac ha inoltre classificato il Tfa come mobile, persistente e tossico, grave pericolo per l’ambiente.

Diffusione in tutta Europa: fiumi, acque, vino e alimenti

Pan Europe e la sua rete hanno documentato ripetutamente la diffusa contaminazione da Tfa in tutta Europa, collegata all’uso di pesticidi Pfas, rilevando la sostanza in fiumi, acque sotterranee, acqua potabile, acqua minerale, vino e prodotti alimentari, con concentrazioni in continua crescita.

La richiesta di un divieto immediato dei pesticidi Pfas

L’Efsa sta attualmente valutando un valore guida basato sulla salute per i livelli di esposizione sicuri al Tfa — un processo che la rete di Pan Europe ha criticato come insufficientemente protettivo. “La tossicità del Tfa è ormai indiscutibile. Ogni anno di ritardo significa più inquinamento con cui le generazioni future dovranno convivere. I responsabili politici sono ora legalmente obbligati a vietare tutti i pesticidi Pfas e le sostanze che emettono Tfa — senza indugio”, ha dichiarato Salomé Roynel, responsabile politiche di Pan Europe. In Italia è stato fissato per le acque potabili un limite di 10mila ng/l, la cui applicazione è prevista dal 12 gennaio 2027.

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Il test del Salvagente: Tfa nel prosecco

Nei propri test di laboratorio, il Salvagente ha rilevato la contaminazione da Tfa all’interno di 15 bottiglie di prosecco. Le analisi hanno coinvolto marchi molto diffusi (Mionetto, Bolla, Cinzano, Martini, Bortolomiol, Casa Sant’Orsola, Villa Sandi, Allini, Maschio, Valdo, Bernabei, La Gioiosa, Meolo, Astoria e Carpenè Malvolti) e in tutti i campioni testati è stata individuata la presenza di questo inquinante. Le concentrazioni di Tfa trovate nel prosecco sono risultate molto elevate, con valori compresi tra 38mila e 60mila nanogrammi per litro.