
Mentre la Ue va dritta escludendo i nuovi Ogm dall’obbligo di etichettatura, nel Regno Unito la deregolamentazione dell’editing genetico voluta da downing street è fortemente criticata dall’Alta Corte
L’Alta Corte di giustizia inglese in una recente sentenza ha messo in discussione il Regolamento sui nuovi Ogm (prodotti da editing genetico) voluto dal governo del Regno Unito che li esclude dall’obbligo di etichettatura come previsto per i prodotti Ogm. Una posizione in gran parte simile a quella assunta dalla Commissione europea sui nuovi Ogm.
Contro il Regolamento del governo di Londra l’associazione Beyond GM ha presentato un ricorso all’Alta Corte di giustizia che lo ha accolto e di fatto criticato la deregolamentazione voluta dall’esecutivo.
“Le controverse nuove norme governative sull’editing genetico, definite “leggere” – si legge in una nota dell’organizzazione – sono state messe in discussione da una sentenza dell’Alta Corte, secondo la quale i consulenti governativi hanno fornito al ministro dell’Agricoltura informazioni errate sui suoi poteri legali. Ciò ha comportato la mancata valutazione delle reali conseguenze della rimozione delle tutele di lunga data sugli organismi geneticamente modificati (i cosiddetti “organismi di precisione”, o PBO). L’approvazione dei regolamenti su queste basi è stata irrazionale e illegale e, secondo la sentenza, se il ministro avesse ricevuto informazioni affidabili, avrebbe potuto prendere decisioni radicalmente diverse, in particolare per quanto riguarda l’etichettatura obbligatoria dei PBO lungo le filiere agricole e alimentari”.
Le conseguenze della sentenza non saranno automatiche ma di certo questo pronunciamento rappresenta un duro colpo alla deregolamentazione sui nuovi Ogm così in voga anche nel Vecchio Continente.
La sentenza inoltre, sottolinea Beyond GM, rileva che l’assenza di etichettatura obbligatoria e tracciabilità all’interno del Regolamento del governo “impone oneri aggiuntivi significativi alle filiere biologiche e non biologiche, rendendo più difficile e costoso per agricoltori, imprese alimentari e consumatori che desiderano evitare colture e alimenti geneticamente modificati, nonché per coloro che intendono esportare alimenti e altri prodotti agricoli nell’Ue”.
Pat Thomas, direttore di Beyond GM, ha dichiarato: “Questa è una sentenza significativa e siamo grati alla Corte per aver fatto chiarezza su una serie di questioni rimaste nascoste o controverse durante l’iter legislativo della legge e dei Regolamenti sulle Tecnologie genetiche. Questo caso non riguardava la bontà o la malvagità della tecnologia di editing genetico. Riguardava piuttosto se il governo avesse seguito procedure rigorose e indagato a fondo sulle conseguenze della rimozione dell’etichettatura e della tracciabilità completa per gli Ogm, e se il Parlamento, le parti interessate e il pubblico avessero ricevuto un quadro accurato delle opzioni disponibili. La sentenza odierna suggerisce che ciò non sia avvenuto”.









