Ddl agroalimentare, via libera: nuove pene per frodi e cibo sequestrato ai bisognosi

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Via libera definitivo al Ddl “Tutela agroalimentare”: entrano nel Codice penale nuovi reati contro le frodi e sanzioni più severe, legate anche al fatturato. Stretta su etichette ingannevoli, Dop e claim come “latte” per prodotti vegetali. Più controlli sulla filiera e tracciabilità rafforzata, mentre il cibo sequestrato ma commestibile sarà destinato a fini sociali

 

Il Ddl “Tutela agroalimentare” italiano è legge. La Camera ha approvato il testo che mira ad aumentare trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani Secondo il Mipaaf, “il testo di legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera perché è essenziale fornire informazioni quanto più esaustive possibili al cittadino anche al fine di tutelare la salute”.

L’aggravante di agropirateria

Vengono inseriti nel Codice penale meccanismi di deterrenza con l’introduzione di due reati e l’aggravante: la Frode alimentare per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati. Prevista la reclusione da 2 mesi a un anno: Commercio di alimenti con segni mendaci per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi; Aggravante di Agropirateria, quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa; Aggravante Quantità, qualora le quantità siano particolarmente rilevanti; Aggravante Biologico, qualora i prodotti siano commercializzati come Biologici ma non lo sono. In questi tre casi le pene sono aumentate fino a un terzo.

Protezione delle indicazioni geografiche

Per proteggere le indicazioni geografiche da imitazioni, il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta già previsto dal nostro codice prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro).Viene introdotta la misura della confisca obbligatoria per i reati sopraindicati disponendo la confisca di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso.

Distribuzione agli enti di carità il cibo sequestrato

Viene introdotto anche l’obbligo per l’autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati, nonché una più ampia “diversa destinazione prevista dalla legge”, ampliando le possibilità di destinazione dei prodotti.

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Sanzioni più proporzionate

Un’altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l’introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte . In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale.

La cabina di regia

Viene poi formalmente istituita la “Cabina di regia per i controlli amministrativi”, presieduta dal Ministro del MASAF e che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli. Questa norma consentirà di rendere l’attività ispettiva più efficiente, di migliorare il tracciamento del cibo e di eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle Forze dell’Ordine.

 Multe per chi usa il claim “latte vegetale”

 Il testo vieta l’utilizzo del termine “latte” e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali (i.e. uso improprio del termine “latte”) se non accompagnato dalla denominazione corretta (p.e. latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). Sanzioni da 4mila a 32mila euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto max 100mila euro).

La piattaforma per la tracciabilità della filiera bufalina

Interventi straordinari per la filiera bufalina Istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite. Introdotto un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l’uso di prove di laboratorio per l’origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l’uso di latte non fresco .Sanzioni da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto max 150.000 euro).