Formaggio di capra a latte crudo, diversi richiami per contaminazione da Stec

FORMAGGIO LATTE CRUDO

Sul sito del ministero della Salute sono stati pubblicati diversi richiami di formaggi di capra, a latte crudo, risultato contaminati dalla presenza del batterio Stec, che può causare la pericolosa Sindrome emolitico-uremica (SEU). Ecco quali sono i prodotti

Diversi formaggi di capra a latte crudo sono stati ritirati dal mercato per la presenza di Stec (shiga tossina escherichia coli).

Di seguito il dettaglio dei prodotti coinvolti, tutti a marchio Capriss, società agricola Sas, numero di identificazione del produttore IT N 275 U CE, con sede ad Alseno (PC):

Cos’è il batterio Stec?
Il batterio Escherichia coli produttore di Shiga-Tossina (Stec) è un pericoloso microrganismo zoonosico capace di contaminare gli alimenti e causare gravi forme di diarrea emorragica. Nel 5-10% dei casi, e soprattutto nei bambini, l’infezione evolve in una gravissima complicanza chiamata Sindrome emolitico-uremica (SEU), che provoca un’insufficienza renale acuta spesso fatale o in grado di causare danni neurologici permanenti, come lo stato vegetativo.
Il Salvagente si è occupato da vicino di casi di bambini finiti in ospedale o addirittura deceduti a causa di questa sindrome e sta seguendo il dibattito a livello parlamentare: al momento il disegno di legge che introduce l’obbligo di etichettatura è fermo in Senato. La proposta è di inserire l’avvertenza “Non adatto ai bambini sotto i 10 anni” sui formaggi a latte crudo freschi o di media stagionatura.  
Il batterio Stec è frequentemente presente nell’intestino dei bovini (che ne sono portatori sani) e la contaminazione del latte può avvenire durante la mungitura a causa del contatto con liquami, uso di acqua inquinata o per scarsa igiene del processo produttivo. Il rischio per i consumatori si concentra sui formaggi a latte crudo, poiché questi alimenti non subiscono la pastorizzazione, ovvero il trattamento termico a 72°C per 20 secondi che è l’unico processo in grado di eliminare in modo certo questo patogeno. Lavorando il latte a temperature inferiori ai 40°C, batteri insidiosi come l’E. Coli Stec, la listeria o la salmonella riescono a sopravvivere e a proliferare nel prodotto finito