Il Tar: più tempo alle compagnie aeree per garantire il posto ai minori e ai disabili

COMPAGNIE AEREE
Child drawing picture with crayons in airplane. Little girl occupied while flying in aircraft. Travel with family and kids. Blue sky and sun outside the window

Il Tar del Lazio ha rinviato al prossimo 15 agosto l’entrata in vigore del nuovo Regolamento tecnico dell’Enac per l’assegnazione dei posti a sedere dei minori (da 2 a 12 anni), dei disabili e delle persone a ridotta mobilità (PRM) vicino ai genitori e/o accompagnatori.

“Una decisione incomprensibile, che rappresenta un vero e proprio regalo alle compagnie aeree, a danno dei passeggeri, per di più quelli più vulnerabili”, commenta Federconsumatori.

L’Enac ha infatti stabilito, nei giorni scorsi, che tutte le compagnie aeree operanti in Italia devono garantire sin dalla fase di prenotazione/acquisto del biglietto, senza alcun costo aggiuntivo:

  • ai bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni, l’assegnazione di posti vicini ai genitori o all’accompagnatore.

Laddove ciò non fosse possibile, i bambini devono essere seduti nella stessa fila di sedili e comunque a non più di una fila di sedili di distanza dall’accompagnatore.

  • alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta (PRM) l’assegnazione di posti vicini al proprio accompagnatore.

In caso di accertamento della violazione di tali disposizioni (dispone Enac nello stesso provvedimento) le compagnie andranno incontro a delle sanzioni.

Il Tar ha invece deciso di dare maggior tempo alle compagnie aeree per adeguare i propri sistemi a tale disposizione, regalando loro, di fatto, un maggiore introito non trascurabile, dal momento che con le vacanze estive alle porte saranno molti i cittadini costretti a partire pagando questi insopportabili supplementi.

La prenotazione di un posto a sedere per l’adulto accompagnatore costa, infatti, dai 4 ai 6 euro a tratta.

Sempre Federconsumatori: “Rimaniamo nuovamente basiti di fronte ad una ulteriore decisione del Tar che penalizza la parte debole dei rapporti contrattuali. Ci auguravamo che questa fosse l’occasione per una vera ripartenza e ci aspettavamo che, dopo una interminabile sequenza di pratiche commerciali scorrette e comportamenti ostruzionistici finalizzati a negare i diritti dei viaggiatori le compagnie aeree si adeguassero alle giuste disposizioni, venendo incontro almeno alle esigenze dei viaggiatori più vulnerabili. Il ricorso e la decisione del Tar hanno smentito definitivamente questa ipotesi”.