Rc-auto, con il lockdown le compagnie hanno guadagnato 1,5 miliardi

CONCORRENZA DRAGHI

Durante il lockdown del 2020 – tra marzo e novembre, togliendo la pausa estiva – le compagnie hanno accresciuto del 45% i loro profitti in quanto hanno risparmiato 2,3 miliardi per effetto del calo degli incidenti stradali stimato tra un 20-30%. Se togliamo le poche compagnie che, su base volontaria, hanno restituito ai loro clienti parte dei premi – pagati e non goduti per effetto dello stop alla circolazione privata – per un tolale di 800 milioni di euro (erogati sottoforma di sconti al rinnovo, voucher per altre garanzie e allungamenti delle coperture), il tesoretto incamerato dalle compagnie d’assicurazione ammonta a 1,5 miliardi di euro. E la stragrande parte degli utenti? Restano a fare i conti con il caro-polizze.

A marzo scorso avevamo denunciato l’assurdità del “meno guidi-più paghi” imposto dal lockdown e sul quale la stragrande maggioranza delle compagnie aveva lucrato, ora è direttamente l’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni di BankItalia, a ratificare la situazione. Prensentando la Relazione annuale, il presidente Ivass Luigi Federico Signorini ha esortato le assicurazioni “ritardatarie” di adoperarsi urgentemente e ai consumatori di valutare i comportamenti della propria compagnia. Secondo alcune stime ammonterebbe a circa 70 euro il “bonus” che spetterebbe a ciascun automobilista come “indennizzo” per il lockdown.

Dura la reazione delle associazioni dei consumatori. “Abbiamo sempre sostenuto che con il lockdown il premio Rc-auto sarebbe dovuto letteralmente precipitare. Se si considera il dato reso noto oggi dei 2,2 miliardi di euro risparmiati, il premio sarebbe dovuto scendere di almeno 52 euro considerando tutti i veicoli assicurati” ha dichiarato in una nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unc. “Ora – prosegue – attendiamo l’esito dell’istruttoria dell”Antitrust rispetto all’ipotesi di un’intesa restrittiva della concorrenza tra le imprese assicurative e, in caso di condanna, daremo battaglia legale per far ottenere ai consumatori un equo risarcimento per il danno economico derivato dalla mancata riduzione del costo della polizza”.