Mancanza di tracciabilità, 270 tonnellate di conserve sotto sequestro. Operazione Scarlatto III a Salerno

Continuano le azioni dei carabinieri del reparto Tutela Agroalimentare contro le frodi nel settore della produzione di conserve. Dopo l’operazione Scarlatto, in Toscana, e Scarlatto II a Salerno, i Rac del capoluogo di provincia campana portano a termine il terzo capitolo della serie di azioni.

Il deposito irregolare di San Marzano

A essere stato individuato è un deposito di circa 600 mq.a San Marzano sul Sarno, area particolarmente vocata per la produzione conserviera, dove – come scrive una nota dei Rac – “venivano rilevati inequivocabili segnali di attività di stoccaggio di ingenti partite di conserve alimentari in scatolame”. Eseguiti gli accertamenti sul deposito, di proprietà di una società del posto attiva nel settore della coltivazione degli ortaggi, il Rac di Salerno ha ispezionato lo stabile.

Difficile ricostruire la filiera

Il personale sanitario della competente Asl, intervenuto in supporto dei carabinieri, ha richiesto la sospensione immediata dell’attività aziendale, avendo rilevato carenze sia di natura igienico-sanitaria che sotto il profilo delle autorizzazioni (la destinazione d’uso dell’immobile non era mai stata comunicata all’Autorità Sanitaria). All’interno del deposito, sono state trovate “ingentissime quantità di conserve vegetali, confezionate in barattoli di banda stagnata di diversi formati, in rilevante parte costituite da pomodoro e legumi, la cui origine, provenienza e titolarità hanno richiesto più giorni per una corretta ricostruzione di filiera”.

270 tonnellate sequestrate

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Salerno hanno proceduto al sequestro, per mancanza di tracciabilità, di ben 270 tonnellate  di conserve vegetali per un valore complessivo di circa 280mila euro.