5G e salute, nuove linee guida internazionali rassicurano, ma aggiungono restrizioni

5G

La Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP), importante organismo non governativo e indipendente, ha rilasciato nuove linee guida per la protezione delle persone esposte alla radiofrequenza campi elettromagnetici.
Le linee guida riguardano tra le altre cose, il 5G, al centro di molte polemiche in Italia.
Il presidente dell’ICNIRP, Dr Eric van Rongen, ha dichiarato le nuove linee guida per il campo elettromagnetico hanno impiegato sette anni per essere sviluppare e vanno ad aggiornare gli orientamenti del 1998 per le frequenze più alte, che saranno utilizzate per il 5G.

La gamma di frequenza più delicate

“Sappiamo che parti della comunità sono preoccupate per la sicurezza del 5G e speriamo
le linee guida aggiornate aiuteranno a mettere le persone a proprio agio “, ha detto Van Rongen. Le linee guida sono state sviluppate dopo un’attenta revisione di tutti gli studi scientifici pertinenti letteratura, seminari scientifici e un ampio processo di consultazione pubblica. Le nuove linee guida “Forniscono protezione  contro tutti gli effetti negativi sulla salute scientificamente provati dovuti all’esposizione a campi elettromagnetici nell’intervallo tra 100 kHz e 300 GHz”. I principali cambiamenti negli orientamenti del 2020 che sono rilevanti per le esposizioni 5G sono per frequenze superiori a 6 GHz.

Le nuove restrizioni

Riguardo a queste frequenze, l’Istituto ha incluso queste raccomandazioni:

  • l’aggiunta di restrizioni medie su tutto il corpo per frequenze maggiori di 6 GHz,
  • restrizioni per esposizioni brevi, inferiori a 6 minuti, per frequenze maggiori di 400 MHz,
  • la riduzione dell’area media per frequenze maggiori di 6 GHz (che riduce l’esposizione massima che una persona può avere).

L’importanza di adeguare gli smartphone 5G

“Le nuove linee guida forniscono indicazioni di esposizione migliori e più dettagliate in
in particolare per la gamma di frequenza più alta, sopra i 6 GHz, importante per il 5G
e tecnologie future che la utilizzano. La cosa più importante da ricordare è che le tecnologie 5G non saranno in grado di causare danni quando queste nuove linee guida sono rispettate” spiega Van Rogen. A questo punto, è importante che i produttori di smartphone e altri dispositivi con connessione 5G rispettino alla lettera le linee guida dell’ICNIRP per evitare rischi per la salute dei consumatori.

Fiorella Belpoggi: “Ma non esistono studi”

Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Istituto di ricerca Ramazzini, autrice di uno degli studi che collegano insorgenza di tumori nelle cavie e emissioni 2 e 3G, commenta così la ricerca: “In verità loro si esprimono su una gamma più ampia di onde elettromagnetiche che comprendono quelle già in essere. Come loro possano rassicurare sul 5G non lo so, visto che non esistono studi, e quei pochi che ci sono non sono sicuramente adatti per una valutazione del rischio. L’interpretazione corretta avrebbe dovuto essere quella di dire che non esistono dati sufficienti per poter esprimere un parere su queste frequenze né positivo né negativo. Gli unici studi che sono stati fatti in vivo su animali o su persone, riguardo queste frequenze, che riguardano soprattutto addetti alle radiotrasmissioni in periodo di guerra, o comunque in situazioni espositivi lavorative, non sono definitivi, non hanno una valenza biostatistica che possa orientarci su un pericolo preciso. Sono delle coorte che non sono selezionate nella maniera giudicata adeguata dal mondo scientifico per poter esprimere un giudizio scientifico. Mancanza di dati non vuol dire mancanza di pericolo. Non si capisce perché assumano una posizione tranquillizzante e non cautelativa”.

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