Sugar tax: e se la pezza fosse peggiore del buco?

È in corso una profonda e ampia discussione sull’introduzione della Sugar Tax, che qualcuno chiama in modo errato “Tassa anti Coca-cola. L’idea di ridurre il consumo di zuccheri, lo dico subito a scando di equivoci, è eccellente soprattutto alla luce delle attuali statistiche sull’obesità e in particolare sui dati antropometrici dei consumatori più giovani che dimostrano il forte aumento dell’obesità infantile in Italia.

L’attenzione da avere in questo caso deve essere molto elevata per evitare, usando una locuzione semplice ma diretta, che la “pezza sia peggiore del buco”.

L’ipotesi di applicare una sovrattassa, pari ad esempio a mezzo centesimo per grammo di zucchero presente, provocherà in alcune bibite un aumento medio di 15-20 centesimi che sarà ricaricata sul consumatore. Parallelamente le bibite analoghe, ma che utilizzano un qualsiasi tipo di edulcorante e che quindi non contengono zuccheri non saranno tassate e l’aumento non le investirà. Il paradosso che si verificherà sarà l’offerta, sugli scaffali dei negozi, di bibite con lo stesso potere dolcificante, quindi appetibili, ma con una tassazione diversificata in modo tale che una bibita edulcorata artificialmente potrà costare anche il 20% in meno.

È facile immaginare cosa sceglieranno specie i giovani consumatori e si può prospettare un aumento dei consumi di edulcoranti artificiali. Gli edulcoranti per svariati motivi, ben noti nella letteratura scientifica, rappresentano un maggiore rischio per la salute e se ad esempio per i diabetici possono rappresentare in parte una via obbligata, di certo per gli altri sono una pessima alternativa allo zucchero da tavola.

Veniamo dunque alla domanda che ci eravamo posti: è meglio indurre un maggiore consumo di edulcoranti artificiali o trattare con le aziende per ridurre l’impatto quantitativo degli zuccheri semplici nelle bevande ad esempio?

Chi pensa che questo sia pura teoria può verificare che in paesi come l’UK la risposta alla Sugar Tax è stata di vedere crescere i consumi di edulcoranti artificiali specialmente nelle popolazione dei più giovani.