Quando la sorpresa dell’uovo è la devastazione delle foreste

Quella di Pasqua è la settimana in cui per tradizione si consuma una grande quantità di cioccolato: orientare le nostre scelte verso produttori eticamente sostenibili è possibile come dimostra l’indagine della ong americana Might Earth. L’obiettivo della guida è proprio quello di “aiutare i consumatori a capire quali compagnie di cioccolato si sono già attivate per proteggere le foreste e quali sono quelle in ritardo”, ha spiegato l’organizzazione aggiungendo che, rispetto alle rilevazioni degli anni scorsi, le aziende hanno fatto enormi passi in aventi nella sostenibilità.

A guidare la classifica è la società americana Hershey Foods Corporation – comunemente chiamata Hershey’s – considerata la più sostenibile nell’industria del cioccolato, mentre la pasticceria giapponese Morinaga e il produttore francese di cioccolato premium Valrhona si sono classificati per ultimi. Al centro della classifica troviamo, tre le altre, aziende a noi più note: Nestlé,  Unilever, Mars, Mondelez e Ferrero. (continua dopo l’immagine)

L’associazione ha valutato ciascuna azienda sulla base di tre criteri: l’impegno sulla deforestazione in Africa occidentale e in tutto il mondo e verso una vera politica “agroforestale” intendendo con questo termine le aziende che si riforniscono da produttori che coltivano il cacao in maniera naturale.

 

Il grande impatto della deforestazione

La deforestazione nella produzione di cacao è un problema urgente. Nell’Africa occidentale, dove proviene la maggior parte della produzione mondiale di cacao (Costa d’Avorio con il 40% e Ghana con il 20%), l’oro marrone ha gradualmente distrutto i parchi nazionali e le foreste protette dei paesi. Non solo, sulla produzione della Costa d’Avorio pesano anche i sospetti di corruzione con cui le autorità stanno cercando di arginare la deforestazione sfrenata.