Pesticidi: contaminati il 45% dei parchi giochi in provincia di Bolzano

Circa la metà dei parchi giochi della provincia di Bolzano sono risultati contaminati dalla presenza di uno o più residui di pesticidi. È questo il risultato delle analisi condotte dalla Ong tedesca Pan, Pesticide action network, su 71 aree ludiche per bambini sudtirolesi portando in laboratorio campioni di erba prelevate nei siti per valutare la presenza di 14 pesticidi molti dei quali, come il Chlorpirifos-methyl, Cipermetrina, Tetraconazolo e il Penconazolo, sono sospettati di essere nocivi per il sistema riproduttivo ed ormonale. Scarica qui il report della ricerca.

Doppio rischio: aree dedicate ai bambini e non trattate

Le aree contaminate sono risultate 32 su 71 analizzate, il 45% del totale. Scrivono gli autori della ricerca: “I campioni sono stati prelevati esclusivamente nei parchi giochi. Ciò significa che gli agenti attivi non solo sono stati riscontrati su aree non trattate direttamente con pesticidi ma soprattutto su aree frequentate intensamente da un campione di popolazione particolarmente vulnerabile, cioè dai bambini“. A destare preoccupazione anche il tipo di residui trovati: “I pesticidi riscontrati in 10 su 14 campioni di erba (il 71%) sono da considerarsi possibilmente o probabilmente nocivi a livello ormonale“.

Concentrazioni elevate

Naturalmente, non essendo l’erba un alimento destinato al consumo umano, non esiste un limite di legge alla concentrazione dei pesticidi cercati. I ricercati del Pan hanno comunque messo a confronto i limiti di legge per alcuni ortaggi e frutta (fragole, spinaci e insalate) e li hanno confrontati con le concentrazioni trovate nei pratini dei parchi. Come si evince dalla tabella seguente, la contaminazione è decisamente elevata:

La fonte della contaminazione

Da dove provengono queste sostanze? Naturalmente dai terreni coltivati, in particolare frutteti e vigneti. Lo studio ha anche accertato che la vicinanza alle coltivazioni ha inciso molto di più nella contaminazione (21 parchi contaminati su 71 analizzati erano nelle prossimità dei campi trattati con fitofarmaci) rispetto alle aree ludiche più distanti (11 positività su 71).

Per fare qualche esempio, il Fluazinam (funghicida) è usato come fungicida; nella frutticoltura in Alto Adige viene applicato contro l’escara e contro l’aspergillom, mentre il Fosmet (insetticida, principio attivo contenuto ad esempio nell’Imidan) in Alto Adige può essere applicato nella frutticoltura tra l’altro contro la cocciniglia, contro la carpocapsa del melo e contro la cacopsylla.

Numeri che non lasciano dubbi: l’uso massiccio di pesticidi ormani mette a rischio anche le aree non trattate. Che in questo caso sono frequentati da bambini. Un risultato nient’affatto tranquillizzante.