
Il gesto di solidarietà del colosso della Gdo con le proteste di agricoltori: “Al momento le criticità sono contenute. Chiediamo un piccolo sacrificio ai nostri soci e clienti ma non sostituiremo l’ortofrutta mancante con forniture straniere”
“Non sostituiremo la frutta e la verdura che dovesse venire a mancare a causa delle proteste degli autotrasportatori con forniture estere“. Nei giorni dei blocchi stradali dei Tir e della crisi della fornitura dei supermercati al Sud, Coop prende posizione esprimendo “massima solidarietà nei confronti degli agricoltori e dei produttori italiani” e garantendo che non ci sarà un cambio di approvvigionamento, fatti salvi quei prodotti la cui origine è di norma estera, come le banane.
Certo il rischio che gli assortimenti sugli scaffali si riducano è reale. “Chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori – si legge in una nota – un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo“.
Tuttavia da Coop non nascondono “un peggioramento della situazione ora su ora negli approvvigionamenti soprattutto di alcune filiere. Ciò non significa che al momento i nostri scaffali non dispongano della merce, ma il rischio potrebbe generarsi nei prossimi giorni a seguito del protrarsi dei blocchi“.
Per quanto riguarda la rete dei punti vendita Coop “la situazione degli approvvigionamenti di merci deperibili – in particolar modo alcune filiere ortofrutticole come uva, clementine, limoni e alcuni ortaggi – è potenzialmente critica, ma non drammatica. Fino ad oggi ciò che stava succedendo nelle regioni del Sud Italia non ha fatto registrare impatti ulteriori nella nostra rete vendita al Centro e al Nord, ma stiamo assistendo a un peggioramento della situazione ora su ora negli approvvigionamenti soprattutto di alcune filiere che avvengono a singhiozzo”.
Nel frattempo oggi, giovedì 22 ottobre, il Consiglio dei ministri con un decreto legge ha stanziato 105 milioni di euro per i rimborsi sul gasolio agli autotrasportatori e previsto anche interventi di sostegno anche per agricoltura e pesca. Non è chiaro se questo sarà sufficiente per la rimozione dei blocchi e comunque, qualora dovessero rientrare le proteste, per tornare alla normalità delle forniture nei supermercati ci vorranno almeno un paio di settimane.
Per capire meglio qual è la situazione abbiamo sentito Claudio Mazzini direttore commerciale freschissimi (ortofruta, carne, pesce, pane e pasticceria) Coop Italia: “Al momento nei nostri punti vendita del Meridione registriamo alcune sofferenze: mediamente nei reparti ortofrutta abbiamo circa 300 referenze e su una quindicina c’è qualche problema di approvvigionamento”.
Il problema però rischia di acuirsi se la situazione non si scioglierà nonostante il – timido – intervento dal governo di oggi. A complicare le cose c’è la gestione logistica ordinaria delle forniture di frutta e verdura. “I reparti di ortofrutta – spiega Mazzini – non lavorano con il magazzino: quello che arriva viene messo subito in vendita per l’alta deperibilità dei prodotti. Non potendo quindi ‘contare’ sugli stock in magazzino, in caso di blocco della fornitura è chiaro che c’è sofferenza. Non solo. Fino a settembre la produzione ortofrutticola in Italia è equamente suddivisa tra Nord e Sud, a ottobre invece si sposta prevalentemente nelle regioni meridionali: per fare un esempio la stagione delle clementine in Calabria è partita in questi giorni, se perdurano i blocchi si rischia un effetto a catena sulle forniture”.








