
Il marchio Dyson, famoso per l’aspirapolvere senza filo, delude invece con i suoi lavapavimenti. Nessuno dei tre modelli testati dall’associazione francese Que Choisir convince davvero. Dal WashG1 al più recente ed “economico” PencilWash, le prestazioni non sono all’altezza delle aspettative e si evidenziano carenze soprattutto per efficacia della pulizia, facilità d’uso e manutenzione
Dyson perde la sfida con Tineco, Dreame e Roborock
Il debutto di Dyson nel mercato dei lavapavimenti è avvenuto di recente, ovvero nel 2024, con il modello WashG1, un apparecchio proposto al lancio a 699 euro e pensato per aspirare e lavare contemporaneamente i pavimenti duri. Il dispositivo utilizza due rulli controrotanti e promette di raccogliere sporco e polvere e di lavare il pavimento in un’unica passata. A distanza di poco più di un anno è arrivato Clean+Wash Hygiene, più leggero del precedente (4,6 kg contro 5,8 kg), meno caro (il prezzo era sceso di circa 200 euro) e con un sistema di gestione dello sporco integrato nella testa di pulizia e quattro modalità di funzionamento. Infine, nel 2026, è arrivato PencilWash, ad un prezzo dimezzato rispetto al WashG1 (349 euro), ma che non trasforma l’apparecchio in un affare. Nonostante sia più leggero degli altri due modelli (2,4 kg), abbia una testa che, ruotando fino a 170 gradi, permette di muoversi abbastanza agevolmente tra mobili e ostacoli e sia meno rumoroso, nell’utilizzo concreto evidenzia alcune criticità. I pulsanti e gli indicatori non si trovano nella posizione più naturale per la mano, e l’impugnatura non offre una presa particolarmente sicura. Prima di ogni utilizzo bisogna inoltre assemblare spazzola e tubo. E i due elementi devono necessariamente essere separati durante la ricarica. Sul fronte dell’autonomia della batteria, il PencilWash arriva a circa 115 minuti, ma ci impiega lo stesso tempo per ricaricarsi. Gli altri due modelli hanno autonomie differenti: 35 minuti per il WashG1 e 80 minuti per il Clean+Wash Hygiene. WashG1 e Clean+Wash Hygiene hanno però un vantaggio pratico: possono essere lasciati in posizione verticale senza sostegno e interrompono il funzionamento quando il manico viene sollevato.
Il tallone d’Achille? Pulizia e manutenzione
Nel test i lavapavimenti Dyson sono stati sottoposti a prove specifiche e confrontati con numerosi apparecchi presenti sul mercato (sono stati testati in tutto 19 prodotti). Il verdetto non è particolarmente favorevole: nessuno dei modelli Dyson si colloca tra i più efficaci nella pulizia dei pavimenti duri. Un risultato che pesa ancora di più considerando il posizionamento del marchio. Chi acquista un Dyson, infatti, paga anche la promessa di tecnologia e prestazioni superiori.
E la concorrenza non manca. Tineco, Dreame, Roborock e Kärcher, già presenti nel settore prima dell’ingresso di Dyson, si distinguono con prodotti progettati specificamente per aspirare e lavare i pavimenti. I primi tre posti della classifica stilata da Que Choisir sono occupati da Dreame, Hoover e Kärcher; seguono Roborock, Shark, Polti e Tineco. Si tratta di modelli più economici di Dyson, che costano meno di 300 euro, ad eccezione di Polti (350 euro) e Dreame (430 euro).
Anche rispetto alla semplicità di svuotamento e pulizia di serbatoio e spazzole dopo l’utilizzo i modelli Dyson mostrano altre debolezze. Secondo le prove di Que Choisir, lo svuotamento dei serbatoi e la pulizia delle spazzole possono risultare laboriosi. Un aspetto tutt’altro che secondario visto che uno dei principali vantaggi di questi apparecchi dovrebbe essere proprio quello di rendere più rapida e semplice la pulizia quotidiana.
La conclusione di Que Choisir è piuttosto netta: nessuno dei tre lavapavimenti Dyson presenta argomenti sufficienti per essere raccomandato. Un giudizio particolarmente significativo per un marchio abituato a posizionare i propri prodotti nella fascia alta del mercato. Evidentemente il passaggio dagli aspirapolvere ai lavapavimenti non ha prodotto lo stesso risultato.
Oltre Dyson, quanto sono efficaci i lavapavimenti?
Aspirano davvero? Possono sostituire un aspirapolvere? La risposta è no. I lavapavimenti sono apparecchi verticali dotati di un sistema per inumidire il pavimento e uno per raccogliere l’acqua sporca. I modelli più diffusi utilizzano uno o più rulli o panni rotanti, bagnati con acqua, spesso mescolata a detergente. La funzione di “aspirazione” non va però confusa con quella di un vero aspirapolvere. Serve soprattutto a raccogliere l’acqua e ad asciugare il pavimento, oltre a rimuovere dai rulli polvere, capelli e altri residui. Non sono quindi apparecchi 2 in 1, nonostante alcuni rivenditori li presentino come “aspirapolvere lavapavimenti”.
Meglio per lo sporco quotidiano che per le macchie ostinate
Secondo il test di Que Choisir, questi apparecchi sono più adatti a una pulizia rapida e quotidiana che a un lavaggio profondo. Possono essere molto pratici per intervenire subito dopo aver rovesciato latte, bevande o altri alimenti, ma non sono progettati per eliminare efficacemente macchie secche e particolarmente resistenti. Rispetto a un aspirapolvere, inoltre, raccolgono con minore efficacia polveri fini e piccoli detriti. E rispetto a un pulitore a vapore hanno una funzione più limitata: non producono, in generale, vapore e sono pensati soprattutto per i pavimenti duri.
La maggior parte dei modelli oggi è senza filo, una soluzione comoda perché permette di muoversi liberamente da una stanza all’altra. Il rovescio della medaglia è l’autonomia limitata, oltre ai tempi di ricarica e alla necessità, prima o poi, di sostituire la batteria. I modelli con cavo, invece, possono funzionare più a lungo e mantenere una potenza elevata, ma sono meno pratici: il cavo limita i movimenti, aumenta il peso e obbliga a restare vicino a una presa elettrica.
Uno degli aspetti da non sottovalutare è la manutenzione. Queste macchine hanno generalmente due serbatoi: uno per l’acqua pulita e uno per quella sporca. Quest’ultimo va svuotato regolarmente, possibilmente dopo ogni utilizzo, per evitare cattivi odori. Anche filtri e rulli devono essere puliti. Molti modelli dispongono di un programma di autopulizia che lava i rulli e aspira i residui. Ma non significa che l’utente possa dimenticarsi della manutenzione: serbatoio dell’acqua sporca, filtri e parti interne devono comunque essere puliti manualmente. Nei modelli più evoluti è presente anche un ciclo di asciugatura del rullo.
Prima di comprare, guardare oltre marchio e prezzo
Per scegliere un lavapavimenti non basta quindi guardare il numero di funzioni o la potenza dichiarata. Sono fondamentali efficacia sullo sporco, autonomia, peso, maneggevolezza, facilità di riempimento e svuotamento dei serbatoi, semplicità di pulizia e disponibilità dei ricambi. In generale, quando si acquista un lavapavimenti non basta guardare il marchio, il design o prezzo, ma bisogna verificare le performance di pulizia, la facilità d’uso e di manutenzione.









