
La ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Experimental Biology svela come l’esposizione dei laboriosi insetti al famigerato erbicida riduca del 13% la loro attività di raccogliere nutrienti per l’alveare
Il glifosato, l’erbicida più usato al mondo con effetti diretti sulla salute umana ormai sempre più evidenti, è in grado di ridurre la capacità di foraggiamento delle api. Una limitazione importante visto che l’attività di foraggiamento è il processo con cui le api operaie (chiamate bottinatrici) escono dall’alveare per raccoglier nettare, polline, acqua e propoli dai fiori e dall’ambiente. Questo lavoro serve a nutrire la famiglia, fare il miele e difendere la colonia.
I ricercatori della Virginia Tech hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Journal of Experimental Biology in cui viene dimostrato come l’esposizione delle api al glifosato determini un calo medio di circa il 13% nell’attività di foraggiamento, cioè nella frequenza dei viaggi per raccogliere nettare e polline. Una riduzione dell’attività in grado, secondo gli esperti, di pregiudicare la stessa sopravvivenza della colonia, portando innanzitutto a una minore produzione di miele e a una ridotta capacità di impollinare le piante circostanti.
Nel 2021 uno studio analogo aveva messo in evidenza come l’azione del glifosato sugli insetti più operosi ne riduca proprio le capacità operative. In particolare l’erbicida influenzerebbe il sistema nervoso delle api provocandone addirituttura un senso di disorientamento e quindi di “abbandono” forzato dell’alveare.
Anche nel nuovo studio i ricercatori hanno appurato danni al sistema nervoso delle api esposte al glifosato. Per valutare l’impatto dell’erbicida, i ricercatori hanno creato le condizioni affinché una colonia di api visitasse e si alimentasse in un sito artificiale, rifornito di soluzioni zuccherine ma contenenti dosi realistiche di glifosato. Dopo soli tre giorni di esposizione, le api hanno mostrato un calo medio di circa il 13% nell’attività di foraggiamento.
Il comportamento delle api del gruppo di controllo – non alimentate nè esposte all’erbicida – non è invece cambiato. I ricercatori, attraverso l’analisi del livello di alcune sostanze contenute nel cervello, hanno valutato un danno al sistema nervoso degli insetti “alimentati” con glifosato. In parole povere il glifosato rallenterebbe l’azione di sostanze che a livello celebrale fungono da messaggeri per coordinare l’attività del corpo.










