Sieri per ciglia, oltre la metà dei prodotti controllati è insicura

SIERI CIGLIA

Un’indagine tedesca boccia oltre metà dei sieri per ciglia analizzati: prostaglandine, rischi oculari, possibili effetti sulla gravidanza, pubblicità ingannevoli e carenze in etichetta sollevano dubbi sulla sicurezza dei prodotti

Ciglia più lunghe e folte, ma con possibili rischi per gli occhi e per la salute riproduttiva. Un’indagine condotta dal CVUA Karlsruhe, laboratorio pubblico tedesco specializzato nei controlli su alimenti e prodotti di consumo, riaccende l’attenzione sui sieri per la crescita di ciglia e sopracciglia contenenti analoghi delle prostaglandine.

Tra il 2019 e il 2026 il laboratorio ha analizzato 71 prodotti: 38, pari al 53,5%, sono stati giudicati non sicuri per la presenza di sostanze simili alle prostaglandine. In sei casi i principi attivi individuati non erano neppure indicati nell’elenco degli ingredienti.

Sostanze nate per curare il glaucoma

Le prostaglandine sono impiegate in alcuni colliri contro il glaucoma. Tra i loro effetti collaterali è stato osservato un aumento della crescita delle ciglia, caratteristica che ha favorito l’utilizzo di sostanze chimicamente simili nei cosmetici.

Nei sieri non vengono sempre utilizzati i principi attivi medicinali più noti, come bimatoprost e tafluprost, ma derivati meno studiati, capaci di produrre effetti analoghi. Secondo il CVUA Karlsruhe, proprio la somiglianza chimica fa temere anche rischi simili a quelli osservati con i farmaci.

Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori della Commissione europea, SCCS, ha valutato tre tra i derivati maggiormente impiegati: estere isopropilico del cloprostenolo, etilammide del tafluprost e metilammide del bimatoprost. Nella sua valutazione del febbraio 2026, il Comitato ha concluso che nessuno dei tre può essere considerato sicuro nei sieri per ciglia e sopracciglia.

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I possibili effetti sugli occhi

Tra gli effetti indesiderati associati a queste sostanze vengono segnalati cambiamenti permanenti del colore dell’iride, infiammazioni oculari, edema della retina e infossamento dell’occhio.

Il documento richiama inoltre possibili effetti tossici sulla riproduzione e sullo sviluppo del feto. Per questo, secondo il laboratorio tedesco, le donne in gravidanza e quelle che stanno programmando una gravidanza dovrebbero evitare l’uso di questi prodotti.

Si tratta di rischi che, nel caso dei medicinali, vengono accettati dopo una valutazione del rapporto tra benefici e pericoli. Nei cosmetici, invece, manca una procedura preventiva di autorizzazione paragonabile a quella prevista per i farmaci.

Cosmetici o medicinali

La distinzione normativa non dipende soltanto dalla sostanza utilizzata, ma anche dallo scopo dichiarato del prodotto.

Nel 2022 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che un siero contenente un derivato delle prostaglandine può essere classificato come cosmetico quando serve esclusivamente a migliorare l’aspetto e non a curare una malattia.

Di conseguenza, un prodotto può contenere una sostanza molto simile a un principio attivo farmacologico senza essere sottoposto agli stessi studi clinici, controlli di sicurezza e obblighi di informazione previsti per un medicinale soggetto a prescrizione.

La responsabilità della sicurezza del cosmetico ricade sulla cosiddetta “persona responsabile”, generalmente il produttore o l’impresa che immette il prodotto sul mercato.

Le sostanze trovate nei sieri

Tra i 38 campioni contestati, la sostanza individuata più frequentemente è stata l’estere isopropilico del cloprostenolo, rilevato in 18 prodotti, tre dei quali senza dichiarazione in etichetta.

L’etilammide del tafluprost è stata trovata in 11 campioni, mentre la metilammide del bimatoprost era presente in quattro. In altri prodotti sono stati rilevati bimatoprost, cloprostenolo, estere etilico del tafluprost ed estere isopropilico del bimatoprost.

Le concentrazioni variavano sensibilmente. Per la metilammide del bimatoprost, per esempio, il contenuto medio rilevato era dello 0,0305%, con un valore massimo dello 0,047%.

Pubblicità ingannevole e carenze in etichetta

Otto prodotti sono stati contestati anche per dichiarazioni pubblicitarie giudicate ingannevoli.

Tra le espressioni utilizzate figuravano “raccomandato dalla FDA”, “privo di prostamidi” e “massima sicurezza”. Secondo il laboratorio, tali messaggi risultavano incompatibili con la presenza accertata di analoghi delle prostaglandine, in alcuni casi non dichiarati.

In 13 campioni sono state inoltre riscontrate irregolarità nell’etichettatura. Tra queste: elenchi degli ingredienti assenti o incompleti, mancanza del numero di lotto, indicazioni insufficienti sulla durata del prodotto, precauzioni d’uso mancanti e destinazione d’impiego poco chiara.

Alcuni prodotti presentavano contemporaneamente più violazioni. Oltre ai 38 campioni considerati non sicuri, il controllo ha rilevato otto casi di pubblicità ingannevole, 13 carenze di etichettatura, quattro problemi nelle relazioni sulla sicurezza, due mancate notifiche e un caso di presenza di una sostanza vietata.

Le reazioni possono emergere anche a distanza di tempo

Il CVUA Karlsruhe sottolinea che stabilire con certezza il legame tra l’uso di un siero e una reazione oculare può essere difficile. Alcuni effetti compaiono infatti dopo un certo periodo e non vengono collegati immediatamente al cosmetico.

Nell’Unione europea gli effetti indesiderati gravi associati ai cosmetici rientrano nel sistema di cosmetovigilanza. Produttori e distributori sono tenuti a segnalarli alle autorità competenti, ma anche consumatori e medici possono effettuare una segnalazione.

Secondo il laboratorio, chi nota alterazioni del colore dell’occhio, infiammazioni, gonfiore della retina o un progressivo infossamento dell’occhio dovrebbe interrompere l’uso del prodotto e rivolgersi tempestivamente a un oculista.