
Con il decreto-legge approvato ieri, il Governo introduce l’obbligo di biodegradabilità e compostabilità per alcuni imballaggi di plastica monouso tra cui le etichette adesive applicate su frutta e verdura fresca e le confezioni monoporzione impiegate da ristoranti e alberghi
Nei prossimi giorni diremo addio agli imballaggi in plastica monouso che dovranno diventare biodegradabili. Con un decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, il Governo ha introdotto l’obbligo che alcune categorie di imballaggi possano essere immesse sul mercato nazionale solo se biodegradabili, compostabili e certificate come tali. La misura riguarda, tra gli altri, le etichette adesive applicate sulla frutta e la verdura fresca, alcuni imballaggi utilizzati nella ristorazione e nel catering, le confezioni monoporzione per alimenti e gli imballaggi impiegati nel settore dell’ospitalità.
Il provvedimento modifica il Codice dell’ambiente e sfrutta una possibilità prevista dal nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (che entrerà in vigore il prossimo 12 agosto), che consente agli Stati membri dotati di sistemi efficienti di raccolta e trattamento dell’organico di imporre, per specifiche tipologie di imballaggi, requisiti di compostabilità anziché di riciclabilità. L’obiettivo è quello di favorire un corretto smaltimento degli imballaggi che, nella quotidianità, finiscono spesso insieme ai rifiuti organici e salvaguardare una filiera industriale, quella italiana delle bioplastiche compostabili, tra le più sviluppate d’Europa.
Addio alle etichette adesive e ai bollini su frutta e verdura
Il decreto diventerà operativo con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e non introduce un obbligo generalizzato. La maggior parte degli imballaggi continuerà infatti a dover rispettare i requisiti di riciclabilità previsti dalla normativa europea. L’obbligo di compostabilità riguarderà soltanto alcune categorie tra cui:
- etichette adesive e piccoli bollini applicati a frutta e verdura fresca (poiché spesso rimangono attaccati al prodotto quando viene gettato nell’umido, dovranno poter essere trattati insieme ai rifiuti organici.
- bustine da tè, tisane e cialde o filtri per caffè monouso
- adesivi e fascette impiegati per raggruppare asparagi, porri, erbe aromatiche o altri ortaggi, quando sono progettati per essere smaltiti insieme allo scarto alimentare.
- imballaggi monouso utilizzati nella ristorazione e nel catering destinati a entrare nella raccolta dell’organico
- monoporzioni alimentari destinate al consumo immediato (alcune confezioni monodose utilizzate in hotel, mense, catering e ristorazione)
- specifici imballaggi utilizzati nel settore dell’ospitalità (ad esempio alcune confezioni monouso per alimenti e bevande fornite in alberghi e strutture ricettive).









