Colle stick, trovata formaldeide in quattro prodotti usati anche dai bambini

Nonostante le scritte “Safe” e “Non toxic”, alcune colle stick contengono formaldeide, sostanza cancerogena che non dovrebbe trovarsi in prodotti usati soprattutto dai bambini. È il risultato allarmante che emerge dal test tedesco su 22 colle stick vendute in cartolerie, supermercati e negozi online

Sulle confezioni campeggiano scritte rassicuranti come “Safe” e “Non toxic”, ma i risultati delle analisi raccontano un’altra storia. Un test realizzato dalla rivista tedesca Öko-test su 22 colle stick vendute in cartolerie, discount, supermercati e negozi online ha individuato formaldeide in quattro prodotti, tutti di fabbricazione cinese, che sono stati bocciati con un giudizio “insufficiente”. Tra questi figura la colla Paperzone Black Glue Stick, venduta dalla catena Müller, sulla cui confezione compare proprio la dicitura “non tossica”. Insieme a questa sono state bocciate anche le colle acquistate da Tedi, Woolworth (marchio Stenzer) ed Euro Shop (marchio Jet).

Formaldeide in 4 colle che usano i bambini

Le quantità di formaldeide rilevate sono risultate molto diverse tra loro. La colla Paperzone supera solo leggermente il valore preso come riferimento dagli esperti. Ben diverso il caso della colla venduta da Tedi, decorata con disegni di astronauti, che contiene oltre venti volte tale valore.

La formaldeide è classificata come cancerogena per l’uomo se inalata e, già a basse concentrazioni, può irritare occhi e mucose o provocare reazioni allergiche. Secondo Öko-Test, una sostanza di questo tipo non dovrebbe essere presente in un prodotto destinato a bambini che, durante le attività scolastiche o di bricolage, lavorano con il viso vicino al foglio, si strofinano gli occhi con le mani sporche di colla o mangiano senza essersele lavate accuratamente.
Il problema è che, nell’Unione europea, non esiste una normativa specifica che disciplini gli ingredienti delle colle stick o delle colle per lavoretti. Per valutare i risultati, gli esperti hanno quindi fatto riferimento ai limiti previsti dalla direttiva europea sui giocattoli per i materiali a base d’acqua destinati ai bambini sotto i tre anni. Una scelta condivisa anche dall’Ufficio regionale per le analisi della Renania-Palatinato, che ritiene tali limiti applicabili quando il produttore non esclude esplicitamente l’utilizzo del prodotto da parte dei bambini più piccoli. Infatti nessuna delle 22 colle riportava un’età minima di utilizzo. Per questo motivo la valutazione è stata effettuata considerando come riferimento il gruppo più vulnerabile, cioè i bambini sotto i tre anni.

Sotto accusa anche i conservanti allergizzanti

Quasi tutte le colle stick sono formulate principalmente con acqua. Per evitare che il prodotto si deteriori durante la conservazione è necessario aggiungere conservanti. Ed è proprio qui che emergono altri problemi.
Circa un terzo dei prodotti contiene isotiazolinoni, conservanti noti per il loro potere sensibilizzante. In sette colle il laboratorio ha rilevato il benzisotiazolinone (BIT), mentre nella colla Paperzone era presente anche il metilisotiazolinone (MIT).
Anche in questo caso emerge una differenza significativa: le colle prodotte in Cina contengono quantità di BIT almeno sette volte superiori rispetto ai due prodotti fabbricati in Germania (Rotamann e Stanger).
Secondo Öko-TEST questi conservanti non dovrebbero essere presenti in prodotti destinati ai bambini, tanto più che diversi marchi dimostrano che è possibile formulare colle efficaci senza ricorrervi.
In quattro prodotti è stato inoltre individuato caprolattame, una sostanza classificata dalla normativa europea come irritante per pelle e occhi e nociva in caso di ingestione. Tra le colle che lo contengono ci sono la colla Pritt Original e la Rico Design.
Le analisi di laboratorio hanno ricercato anche eventuali idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

La prova pratica: quasi tutte incollano bene, due deludono

Oltre alle analisi chimiche, il test ha valutato anche l’efficacia delle colle. Il laboratorio ha incollato due fogli standard piegati più volte, lasciandoli asciugare sotto pressione per 15 minuti. Successivamente è stata misurata la forza necessaria per rompere l’incollaggio. Quasi tutte le colle hanno ottenuto risultati buoni o molto buoni.

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Le uniche delusioni sono state ancora una volta la colla Tedi, risultata nettamente meno resistente delle concorrenti, e quella Stenzer di Woolworth, che non ha convinto nella prova di tenuta. Secondo la rivista, restano comunque dieci colle stick giudicate “molto buone”, prive delle criticità riscontrate nei prodotti peggiori. Tra queste ci sono le colle a marchio BIC, Pelikan, Uhu, Edeka e Khores.

Quale colla scegliere?

La rivista ricorda che non tutte le colle sono adatte agli stessi utilizzi. Le colle stick restano la soluzione migliore per carta e cartoncino: non bagnano eccessivamente il foglio, asciugano rapidamente, non colano e sono generalmente prive di solventi volatili.
Le colle liquide sono più versatili e permettono di incollare anche legno, tessuti e alcuni materiali plastici, ma possono deformare la carta a causa dell’elevato contenuto d’acqua.
I collanti universali, invece, spesso contengono solventi organici volatili che possono irritare occhi e vie respiratorie. Per questo, quando sono destinati ai bambini, è preferibile scegliere formulazioni prive di solventi.
La colla cianoacrilica (il classico “attaccatutto”) è indicata per piccole riparazioni su ceramica, metallo e legno, ma va utilizzata con estrema cautela e sempre sotto la supervisione di un adulto, poiché aderisce alla pelle in pochi secondi.
Infine, la colla a caldo è uno strumento molto utile per i lavori creativi, ma raggiunge temperature fino a 200 °C e presenta un rischio concreto di ustioni. Per questo è consigliata solo ai bambini più grandi e sempre sotto la sorveglianza di un adulto.