
Un’inchiesta di Stefano Liberti e Fabio Ciconte su Internazionale svela il meccanismo con cui centrali d’acquisto europee e discount mettono in competizione i trasformatori italiani, con ribassi fino al 20 per cento e il rischio concreto di eludere il divieto delle aste elettroniche vietate dal 2021
Un’inchiesta di Stefano Liberti e Fabio Ciconte su Internazionale svela il meccanismo con cui centrali d’acquisto europee e discount mettono in competizione i trasformatori italiani, con ribassi fino al 20 per cento e il rischio concreto di eludere il divieto delle aste elettroniche vietate dal 2021.
Il 30 giugno alcuni dei principali trasformatori italiani di pomodoro si sono collegati per partecipare a una procedura d’asta che ha messo sul piatto 8,5 milioni di confezioni tra passate, pelati, polpe e concentrati, per un totale di circa 15mila tonnellate di prodotto. A organizzarla è stata Constellation, una centrale europea d’acquisto che agisce per conto di sei grandi gruppi della distribuzione alimentare — tra cui la britannica Brakes, la tedesca Chefs Culinar e l’italiana Marr — come ricostruisce l’inchiesta di Stefano Liberti e Fabio Ciconte.
Tre minuti per offrire di meno
Il meccanismo, spiega l’inchiesta, prevede cinque aste consecutive, una per categoria di prodotto: una prima fase di venti minuti in cui le aziende possono solo abbassare l’offerta, senza vedere i prezzi dei concorrenti, con proroghe automatiche di tre minuti in caso di rilanci nel finale; segue una seconda fase di cinque minuti di offerte segrete e finali. Le istruzioni fornite ai partecipanti, secondo quanto riportano gli autori, indicano chiaramente che l’offerta più bassa sarà “significativamente favorita”. Un partecipante rimasto anonimo racconta come in quei minuti il prezzo diventi l’unico pensiero, a scapito di qualità e costi di produzione: alla fine, secondo la sua testimonianza, alcuni lotti sarebbero stati assegnati con ribassi fino al 20% rispetto al prezzo di partenza.
Per Giovanni De Angelis, direttore generale dell’Anicav, sentito da Liberti e Ciconte, il problema non riguarda la singola gara ma l’effetto a catena sul mercato, perché il prezzo così ottenuto finisce per diventare il riferimento anche per le altre trattative del settore. Sulla stessa linea Francesco Mutti, amministratore delegato dell’omonima azienda, secondo cui la pressione sui prezzi finirebbe per scaricarsi sugli altri anelli della filiera, a partire dal costo del lavoro.
Un’asta illegale?
L’inchiesta ricorda che le aste elettroniche a doppio ribasso sono vietate in Italia dal 2021, in attuazione della direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali. Interpellato dagli autori, l’avvocato Gualtiero Roveda valuta che la procedura organizzata da Constellation presenti un elevato rischio di qualificarsi come pratica sleale vietata dalla normativa. Dopo le domande dei giornalisti, sempre secondo l’inchiesta, il gruppo Marr avrebbe deciso di sospendere l’assegnazione delle forniture legate a questa gara, mentre gli altri operatori europei coinvolti non risulterebbero orientati a fare passi indietro.
Il caso Eurospin e le buste chiuse
Parallelamente, prosegue la ricostruzione, anche Eurospin ha avviato una propria campagna di approvvigionamento con un sistema diverso nella forma: una “busta chiusa” telematica in cui i fornitori presentano un’unica offerta per ciascun lotto, ricevendo come unico riscontro un’accettazione o un rifiuto, senza conoscere le offerte concorrenti. Secondo le testimonianze raccolte dagli autori, il risultato pratico non cambierebbe di molto rispetto a un’asta: chi non si aggiudica un lotto è indotto ad abbassare il prezzo per il successivo, pur senza che nessuno glielo chieda esplicitamente. De Angelis, citato nell’inchiesta, osserva che la differenza rispetto alle vecchie aste sarebbe soprattutto formale.
I numeri diffusi dagli autori parlano di circa 20 milioni di bottiglie di passata e 33 milioni di confezioni tra pelati e polpa in gioco, per un valore complessivo stimato in 22 milioni di euro, con un prezzo finale inferiore di circa il 25% rispetto ai listini medi dei principali marchi nazionali. Anche in questo caso, secondo l’avvocato Roveda interpellato dagli autori, se il prezzo base della gara fosse a sua volta il risultato di una precedente procedura al ribasso, l’ipotesi di un meccanismo elusivo del divieto diventerebbe più solida.
La condanna per la morte di Satnam Singh
Il meccanismo della contrazione dei margini di profitto lungo la filiera finisce così ad alimentare anche i fenomeni di caporalato. Tra lo schermo di un’asta per una fornitura di pomodoro e le condizioni drammatiche dei braccianti la distanza può essere più breve di quello che ci si possa immaginare. Proprio nelle stesse ore della pubblicazione dell’inchiesta di Ciconte e Liberti, Corte d’Assise del tribunale di Latina, dopo ore in camera di consiglio, hanno condannato Antonello Lovato, datore di lavoro di Satnam Singh, a 16 anni di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale, riconoscendo le attenuanti generiche. nell’estate del 2024, il bracciante indiano aveva subito l’amputazione di un braccio da un macchinario avvolgiplastica e il titolare dell’azienda agricola invece di chiamare i soccorsi lo carica su un furgone e lo aveva abbandonato davanti casa.






