
Dopo che il Salvagente ha raccontato dei mini condizionatori pubblicizzati in maniera ingannevole su social e homepage dei maggiori quotidiani italiani, abbiamo chiesto un parere all’Antitrust, che spiega in che casi interviene e quando anche il sito che ospita la pubblicità è da considerarsi responsabile
Dopo che il Salvagente ha raccontato dei mini condizionatori pubblicizzati in maniera ingannevole su social e homepage dei maggiori quotidiani italiani, abbiamo chiesto un parere all’Antitrust, che spiega in che casi interviene e quando anche il sito che ospita la pubblicità è da considerarsi responsabile.
Quando interviene l’Antitrust
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato spiega al Salvagente che in casi come quello dei mini condizionatori “interviene ex post, su segnalazione o d’ufficio, in base a quanto riportato nel Codice del consumo (sulla pubblicità ingannevole si vedano, in particolare, gli articoli dal 21 al 23)”.
La responsabilità dei siti e dei social
Ma aggiunge anche un dettaglio importante: “Nel caso specifico, trattandosi di messaggi veicolati sui giornali e/o sui social, in caso emergano loro responsabilità – anche sotto forma di assenza di adeguate forme di controllo – possono essere ritenuti anche loro responsabili della comunicazione ingannevole“.
Dunque, il fatto che le ads (così vengono ormai chiamate in gergo le pubblicità che vengono visualizzate sui siti web) siano spesso gestite autonomamente da intermediari terzi rispetto al sito o al social che le ospita, non solleva automaticamente quest’ultimo da responsabilità rispetto ad eventuali pubblicità ingannevoli.
Il caso dei mini condizionatori
I mini condizionatori di cui abbiamo scritto vengono venduti a poche decine di euro, capaci – secondo la pubblicità – di raffreddare una stanza senza installazione, unità esterna o lavori in casa. Promesse che sfidano le leggi della fisica ma che vengono rese credibili da siti che imitano portali di test indipendenti e che sono pubblicizzati anche sulle pagine di importanti quotidiani attraverso annunci sponsorizzati.
I prodotti cambiano nome così come i presunti esperti e gli ingegneri che ne garantirebbero l’efficacia, ma lo schema è sempre lo stesso: recensioni entusiaste, storie costruite ad arte e tecnologie miracolose prive di qualsiasi fondamento.
In realtà, spiegano le leggi della termodinamica, un condizionatore non può raffreddare un ambiente senza espellere il calore all’esterno. Per questo questi dispositivi, nella migliore delle ipotesi, si comportano come semplici ventilatori. E le recensioni verificate online raccontano spesso un’altra realtà: prodotti mai consegnati, assistenza assente e clienti profondamente insoddisfatti.
Mini condizionatori miracolosi: l’inganno pubblicizzato anche sui grandi quotidiani






