La Lav sulla legge “sparatutto”: “Scritta per i cacciatori e per gli interessi di Coldiretti”

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Massimo Vitturi, responsabile fauna selvatica della Lav, attacca il ddl caccia: “Favorisce interessi economici e venatori”, mentre la spacciano come intervento per prevenire incidenti stradali e danni agli agricoltori. Nel mirino richiami vivi, caccia dalle spiagge e nei parchi e stagioni più lunghe

Si accendono le polemiche sul disegno di legge caccia, al voto in queste ore al Senato prima di passare alla Camera. Un testo fortemente voluto dalla maggioranza e ora fortemente avversato dalle opposizioni, dopo che per mesi le associazioni ambientaliste ne denunciavano i pericoli, sui quali avevano consegnato 400mila firme al Senato lo scorso febbraio.

Ma cosa prevede il testo della discordia?

Il primo elemento, per quanto possa sembrare paradossale ai più, è che la caccia diventa formalmente “attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi“. Una definizione che fa da ombrello all’aumento del numero di animali cacciabili e delle zone di caccia consentite, come spiagge e aree protette. Anche i calendari venatori sono ampliati, con la possibilità di cacciare anche durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali, o con il buio (ammettendo visori notturni e silenziatori). Limiti meno rigidi, infine, sui richiami vivi ossia sugli uccelli usati come esca sonora negli appostamenti di caccia.

Di questo abbiamo parlato con Massimo Vitturi, responsabile nazionale area animali selvatici della Lega Antivivisezione.

Vitturi, voi ve la siete presa con il ministro Gilberto Pichetto Fratin, chiedendone addirittura le dimissioni. Perché?

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Per la sua totale assenza. Pichetto Fratin non ha detto una sola parola su questo Ddl. Ha abdicato le competenze del suo dicastero per lasciarle in mano al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. È vergognoso che sia stato in totale silenzio su una legge che stravolge la tutela degli animali selvatici e quindi della biodiversità, degli ecosistemi, della natura.

Allora veniamo al ministro Lollobrigida. Il titolare dell’Agricoltura sostiene che questo provvedimento dia una risposta ai territori, serva a ridurre i danni all’agricoltura e a prevenire gli incidenti stradali. Immagino che non concordiate…

È un’enorme falsità. Cosa c’entrano i danni all’agricoltura con l’apertura alla cattura dei richiami vivi? Cosa c’entra prolungare la caccia agli uccelli migratori con la prevenzione degli incidenti stradali?

Effettivamente è difficile andare fuoristrada per colpa di uno stormo di tordi o di allodole… Ironie a parte, il problema dei cinghiali però esiste…

E infatti i cinghiali sono cacciabili anche adesso giorno e notte, 365 giorni l’anno. Il resto è una montatura utile solo a raccattare voti.

Ma il gioco vale la candela? A occhio sono decisamente di più gli italiani che non vogliono la caccia che le doppiette

I dati ufficiali parlano di circa 500mile licenze di caccia – il che non vuol dire altrettanti cacciatori – ossia uno 0,8/0,9%, mentre i contrari viaggiano tra il 70 e l’80%. La differenza la fa il fatto che questo governo è infestato di cacciatori. O di chi ha interesse sui propri territori a dimostrare il suo impegno. Per loro è un mero calcolo di interesse.

A proposito di interessi, perché Coldiretti è sponsor di questo provvedimento?

Coldiretti siede alla destra di Lollobrigida. Ha un interesse specifico e particolare con Agrivenatoria Biodiversitalia, associazione creata per valorizzare economicamente la caccia. Fino a oggi nelle aziende faunistiche venatorie potevi entrare solo da socio ed erano aziende senza fini di lucro. Da domani, con le modifiche normative suggerite da Agrivenatoria, diventeranno a fini di lucro. E la caccia diventerà un business.

Di fronte a uno schieramento di interessi del genere siete ancora convinti di poter bloccare il disegno di legge?

Intanto al Senato sappiamo che passerà, poi c’è la Camera. È chiaro che l’interesse del governo è far fare l’ultima stagione di caccia del loro mandato con le nuove regole come propaganda in campagna elettorale. Come associazioni animaliste e ambientaliste proveremo a rallentare il percorso alla Camera: basterebbe qualche piccola modifica perché il testo ritorni al Senato.

Vitturi il provvedimento è vasto. A suo giudizio quali sono i tre aspetti peggiori?

Certamente aver tolto il limite massimo della stagione venatoria. Fino a oggi si dovevano deporre le armi al massimo entro la prima decade di febbraio, da domani questo limite sarà tolto. Poi l’estensione della caccia nelle spiagge e nelle foreste demaniali. Infine la riduzione della superficie dei parchi: le Regioni che supereranno alcune estensioni dovranno ridurle e dare nuovi territori, una volta protetti, ai cacciatori.

Ha fatto molta sensazione la questione degli uccelli come richiami. Ci spiega cosa prevede?

Si parte dalla riapertura degli impianti di cattura degli uccelli migratori che poi vengono trasformati in uccelli da richiamo per la caccia da appostamento. È l’affronto più becero agli animali selvatici. Che giustificazione hai per ammazzare gli uccelli migratori che fanno migliaia di chilometri? E invece li potrai catturare con le reti, facendogli fare la “chiusa”, ossia rinchiuderli di estate in cantine fredde e buie per poi riportarli nelle gabbie all’aperto in settembre, fargli credere che sia primavera così da spingerli a cantare. E a fare da richiamo ad altri uccelli a cui i cacciatori spareranno. Che diavolo c’entrano gli incidenti stradali o la tutela degli agricoltori? È davvero difficile capirlo.