Gianduiotto, Lindt ricorre al Tar contro l’Igp

Gianduiotto
Italian food product, Gianduiotto the traditional Piedmont chocolate with hazelnut.

Continua il braccio di ferro sul gianduiotto. Lindt & Sprüngli, proprietaria svizzera della Caffarel ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la definizione di Igp per popolare cioccolatino piemontese.

Lindt & Sprüngli, proprietaria svizzera della Caffarel ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la definizione di Igp per il gianduiotto. Il Ministero dell’Agricoltura ha in precedenza trasmesso alla Commissione europea il disciplinare per la registrazione della nuova indicazione geografica protetta. Con una dichiarazione a Repubblica, Antonio Borra, segretario del Comitato Giandujotto Torino Igp, ha commentato: “Come un fulmine a ciel sereno arriva questa opposizione che mette in discussione tutti i capisaldi del disciplinare sui quali avevamo ampliamento discusso. Pensavamo che i rapporti con Lindt si fossero già chiariti nella fase della pubblica lettura del disciplinare che è avvenuta nel 2025, in quella sede i legali dell’azienda avevano dichiarato che non si sarebbero opposti alla concessione dell’Igp, purchè venissero rispettati i loro marchi, cosa peraltro garantita dalla normativa europea”.

Il ricorso al Tar

La multinazionale ha invece scelto di rivolgersi al Tar, contestando la possibile sovrapposizione tra la denominazione protetta “Giandujotto di Torino” e il proprio marchio registrato “Gianduia 1865 – L’autentico Gianduiotto di Torino”. Argomentazioni simili a quelle contenute nel ricorso esaminato e respinto dal Ministero con il decreto del 23 marzo scorso.

Il cambio di posizione improvviso di Lindt

“Di fatto Lindt è venuta meno agli accordi presi – continua Borra su Repubblica – sia con il Comitato che con la Regione. Adesso il Tar fisserà un’udienza e noi come Comitato ci costituiremo con una nostra difesa, ribadendo argomentazioni difensive e cercheremo di far valere le nostre ragioni, nel frattempo cercheremo di capire, con la Regione e il Ministero, il seguito di questa opposizione che non blocca il procedimento ma non depone per un decorso veloce. Il danno maggiore ce l’ha il territorio e la rete di produttori che dal 2017 sta lavorando per ottenere l’Igp”.

Galeotto fu il latte

Nella sostanza, la richiesta di Igp era stata bloccata per la differenza di ricetta presente nel disciplinare rispetto a quella tradizionalmente seguita da Lindt, che prevede anche il latte.