
Da oggi, 1° giugno, partono i rimborsi dei pedaggi autostradali per gli automobilisti che hanno subito disagi causati da cantieri, rallentamenti significativi o blocchi del traffico. Il rimborso è del 50% tra 60 e 119 minuti, del 75% tra 120 e 179 minuti e del 100% oltre le tre ore. Esclusi i cantieri emergenziali legati a incidenti, meteo o attività di soccorso
Da oggi, 1° giugno, partono i rimborsi dei pedaggi autostradali per gli automobilisti che hanno subito disagi causati da cantieri, rallentamenti significativi o blocchi del traffico. Per i blocchi del traffico il rimborso è del 50% del pedaggio tra 60 e 119 minuti, del 75% tra 120 e 179 minuti e del 100% oltre le tre ore. Restano esclusi i cantieri emergenziali legati a incidenti, meteo straordinario o attività di soccorso. In una prima fase sono esclusi anche i cantieri mobili.
Si afferma il principio: il pedaggio deve essere proporzionato al servizio ricevuto
Una novità destinata a incidere sul rapporto tra utenti e concessionari autostradali e che, nelle intenzioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti, introduce per la prima volta in Italia un principio semplice: se il servizio non viene erogato correttamente, il cittadino non deve pagarlo per intero. Per placare le polemiche che, nei giorni scorsi, si sono sollevate paventando un ribaltamento dei costi dei rimborsi sugli stessi automobilisti attraverso prossimi aumenti tariffari, l’Autorità è intervenuta con una nota ufficiale per chiarire il funzionamento del meccanismo e rispondere alle critiche.
Il diritto al rimborso nasce dalla delibera n. 211 approvata dall’Autorità a dicembre 2025. Il provvedimento introduce una tutela finora assente nel sistema autostradale italiano, sempre più spesso caratterizzato da lunghi cantieri, restringimenti di carreggiata e code che possono trasformare un normale viaggio in un percorso a ostacoli. L’Autorità precisa che il nuovo sistema si fonda sul principio del pay per use, ovvero del pagamento commisurato all’effettivo utilizzo del servizio. In altre parole, se il servizio offerto risulta significativamente compromesso da disservizi, l’utente ha diritto a una compensazione economica.
“Il pedaggio deve essere equo e proporzionato al servizio effettivamente fruito” sottolinea l’Autorità, evidenziando che un servizio non pienamente goduto non può essere integralmente pagato.
Una filosofia che richiama principi già consolidati in altri settori dei trasporti, come quello ferroviario e aereo, dove da tempo esistono forme di indennizzo per ritardi e cancellazioni. L’introduzione del diritto al rimborso potrebbe incentivare una maggiore attenzione alla programmazione dei lavori e alla gestione del traffico da parte dei concessionari.
Come funzionano i rimborsi
La misura riguarderà sia i disagi causati dai cantieri programmati sia le situazioni di blocco della circolazione dovute ad altre cause, come incidenti stradali o eventi meteorologici eccezionali.
Nella prima fase il rimborso si applica ai percorsi interamente gestiti da un unico concessionario. Per i cantieri, il diritto al rimborso scatta sempre per viaggi sotto i 30 chilometri, sopra i 10 minuti di ritardo per tratte tra 30 e 50 chilometri e sopra i 15 minuti per percorsi oltre 50 chilometri. Per i blocchi del traffico il rimborso è del 50% del pedaggio tra 60 e 119 minuti, del 75% tra 120 e 179 minuti e del 100% oltre le tre ore. Restano esclusi i cantieri emergenziali legati a incidenti, meteo straordinario o attività di soccorso. In una prima fase sono esclusi anche i cantieri mobili.
Il nodo delle compensazioni ai concessionari
Le polemiche si sono concentrate soprattutto su un aspetto tecnico della delibera: il cosiddetto meccanismo di compensazione previsto per le concessioni autostradali già esistenti. L’Autorità chiarisce che, per consentire l’applicazione rapida della nuova tutela anche sulle concessioni attualmente in vigore, è stato necessario introdurre un sistema transitorio che tenga conto degli equilibri economico-finanziari dei contratti già sottoscritti.
In pratica, per le concessioni esistenti alla data di approvazione della delibera è prevista una forma di compensazione dei rimborsi riconosciuti agli utenti. Tuttavia, l’ART sottolinea che si tratta di una misura temporanea destinata a ridursi progressivamente fino a scomparire del tutto nel 2030. L’Autorità afferma infatti che, una volta concluso il periodo transitorio, gli importi versati ai cittadini come rimborso per i disagi causati dai cantieri non potranno essere recuperati dai concessionari attraverso aumenti dei pedaggi.









