
Una ricerca dell’Università di Padova ha sviluppato una formulazione con oli essenziali a rilascio lento che contrasta la varroa più a lungo, riducendo i trattamenti negli alveari e migliorando la sostenibilità dell’apicoltura biologica
Una nuova formulazione a base degli stessi oli essenziali utilizzati nel biologico fino a oggi potrebbe aiutare gli apicoltori a combattere la Varroa destructor, uno dei parassiti più pericolosi per le api, riducendo il numero di trattamenti necessari negli alveari. È il risultato di una ricerca dell’Università di Padova pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Drug Delivery Science and Technology.
Lo studio, coordinato dal Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’ateneo veneto, punta a rendere più sostenibile la lotta contro la varroa, un acaro che indebolisce le colonie di Apis mellifera e che rappresenta una delle principali cause di mortalità degli alveari.
La Varroa destructor è un parassita che si nutre delle api e ne compromette il sistema immunitario, favorendo anche la diffusione di virus. Per contenerla gli apicoltori utilizzano nel convenzionale acaricididi sintesi e nel bio sostanze naturali.
Tra queste ultime, molto diffuse nell’apicoltura biologica, ci sono oli essenziali come timolo, mentolo, canfora ed eucaliptolo. Il loro limite, però, è la forte volatilità: evaporano rapidamente e quindi richiedono trattamenti frequenti, spesso ogni 7-10 giorni.
Come funziona la nuova formulazione
I ricercatori padovani hanno cercato di superare questo problema utilizzando polveri a base di silice già autorizzata in ambito farmaceutico. Queste polveri funzionano come una sorta di “spugna” microscopica capace di intrappolare gli oli essenziali e rilasciarli lentamente nel tempo.
In questo modo le sostanze attive restano efficaci più a lungo all’interno dell’alveare.
“Non abbiamo aumentato l’efficacia rispetto ai prodotti esistenti, ma siamo riusciti a ottenere lo stesso risultato con un numero inferiore di trattamenti”, spiega a Le Scienze Simone Bernardotto, primo autore dello studio. Secondo i ricercatori, la durata dell’effetto può arrivare fino a circa 25 giorni, contro la settimana circa richiesta dai prodotti naturali oggi utilizzati.
Meno lavoro per gli apicoltori
La riduzione della frequenza dei trattamenti potrebbe avere un impatto pratico importante, soprattutto per chi gestisce molti alveari.
L’efficacia della formulazione è stata testata sia in laboratorio, attraverso studi sul rilascio delle molecole, sia sul campo, con prove durate due anni e realizzate insieme agli apicoltori dell’associazione APaPad di Padova. Gli allevatori hanno monitorato la caduta degli acari negli alveari trattati, contribuendo alla raccolta dei dati.
Gli acaricidi di sintesi oggi disponibili sono molto efficaci, ma come è ovvio lasciano residui e possono favorire la comparsa di resistenze nei parassiti.
Gli oli essenziali, invece, sono considerati più sostenibili dal punto di vista ambientale, ma finora risultavano meno pratici proprio per la loro scarsa persistenza.
Non è una soluzione definitiva
I ricercatori precisano però che la nuova formulazione non rappresenta una soluzione unica contro la varroa. Gli oli essenziali dovranno comunque essere inseriti in strategie integrate di controllo, insieme ad altri sistemi di gestione sanitaria degli alveari.
Resta inoltre necessario verificare la possibilità di un’applicazione su larga scala.
Lo studio è stato finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del progetto PON-EU REACT.








