Sovrapprezzo per il carburante: Antitrust indaga su Volotea

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Oltre un mese fa, il Salvagente aveva raccontato le lamentele di diversi viaggiatori rispetto alle politiche di Volotea sulla cancellazione dei voli. Ora, dopo l’esposto di Codacons l’Antitrust e l’Ue hanno acceso i riflettori sul sovrapprezzo richiesto per il caro carburante

Oltre un mese fa, il Salvagente aveva raccontato le lamentele di diversi viaggiatori rispetto alle politiche di Volotea sulla cancellazione dei voli. Ora, dopo l’esposto di Codacons, l’Antitrust e l’Ue hanno acceso i riflettori sul sovrapprezzo richiesto per il caro carburante.

L’esposto del Codacons

L’associazione ha presentato una segnalazione all’Autorità chiedendo di verificare la legittimità dei supplementi e la trasparenza nelle comunicazioni rese ai passeggeri, ricordando come la normativa comunitaria imponga che al consumatore sia presentato il prezzo finale definitivo di un biglietto aereo, comprensivo di tutti i costi e le tasse.

Il caso Volotea

Nell’esposto del Codacons si segnala il caso della compagnia spagnola Volotea che, come riportato sul sito del vettore, chiede un supplemento fino a 14 euro a tratta a passeggero per confermare le prenotazioni, giustificando tale costo extra con i rincari registrati dal cherosene.

Nelle condizioni di viaggio della compagnia aerea si legge infatti: “In caso di variazioni straordinarie dei prezzi del carburante che incidano sui mercati energetici internazionali, Volotea potrà applicare un adeguamento limitato e temporaneo al prezzo del biglietto prima della partenza prevista del volo. Qualsiasi adeguamento di questo tipo sarà calcolato in conformità con la metodologia, le soglie e i limiti pubblicati sul sito web di Volotea. Durante il processo di prenotazione, i passeggeri saranno informati della metodologia applicabile a eventuali adeguamenti derivanti da aumenti o diminuzioni dei costi del carburante, che potranno comportare un corrispondente aumento o diminuzione del prezzo del loro Biglietto. Tali adeguamenti si applicheranno solo ai passeggeri che siano stati informati di tale possibilità durante il processo di prenotazione, consentendo loro di prendere una decisione informata prima di completare l’acquisto”.

La richiesta dell’Antitrust

L’Antitrust, in una comunicazione inviata all’associazione, ha chiesto di produrre eventuali segnalazioni giunte dai passeggeri italiani, “Al fine di disporre degli elementi conoscitivi necessari allo svolgimento dei compiti attribuiti all’Agcm dal Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del consumo” e successive modificazioni, con particolare riguardo alla valutazione circa la sussistenza di pratiche commerciali scorrette”.

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Il richiamo della Commissione europea

Anche la Commissione europea avverte che le compagnie aeree “non hanno alcuna giustificazione per aggiungere supplementi carburante” ai biglietti già acquistati dai clienti, ponendo così sotto esame la misura adottata dalla compagnia aerea spagnola Volotea. Secondo l’agenzia di stampa spagnola Efe, un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che l’imposizione di tali supplementi “potrebbe creare problemi” ai sensi delle direttive Ue sulle pratiche commerciali sleali o sulle clausole contrattuali abusive.

Secondo Bruxelles, infatti, “qualsiasi venditore di biglietti aerei deve sempre indicare il prezzo finale” che il passeggero dovrà pagare al momento dell’acquisto, comprensivo di tutte le tasse, commissioni e oneri inevitabili e prevedibili. Inoltre, l’aumento dei prezzi del carburante è considerato prevedibile da settimane, quindi le compagnie avrebbero già avuto il tempo di adeguare le tariffe. “Non vi è alcuna giustificazione per aggiungere supplementi carburante a questi biglietti una volta effettuato l’acquisto”, ribadisce Bruxelles.

Cancellazioni e tutele nel mirino

Negli ultimi quaranta giorni, Il Salvagente ha raccolto e analizzato una serie consistente di segnalazioni su Volotea, delineando un quadro critico che ruota attorno a cancellazioni controverse e tutele non sempre garantite ai passeggeri.

Al centro della vicenda c’è l’uso ricorrente di motivazioni legate alla guerra in Medio Oriente per giustificare lo stop a voli anche europei o nazionali, spesso programmati con largo anticipo e apparentemente non coinvolti da rischi diretti. Questa giustificazione rischia di configurarsi come un escamotage per rientrare nelle “circostanze eccezionali” previste dal regolamento europeo, evitando così il pagamento degli indennizzi. Non solo: cancellare voli venduti a prezzi bassi consentirebbe di rimettere sul mercato gli stessi collegamenti a tariffe più alte, riducendo al contempo gli obblighi verso i clienti.

Pratiche contestate dai passeggeri

Accanto al tema delle cancellazioni, emergono pratiche considerate penalizzanti per i viaggiatori: riprotezioni proposte solo a pagamento, spesso a costi elevati, rimborsi incompleti e difficoltà nella gestione delle richieste. Interpellate dal Salvagente, sia l’Enac che l’Antitrust avevano risposto di avere margini di intervento limitati. Adesso, però, l’Agcm mette in moto la macchina per indagare sui sovrapprezzi legati al caro carburante.