Seggiolini auto, 8 modelli pericolosi bocciati per gravi cedimenti

È l’alert che emerge dalla nuova campagna di test sui seggiolini auto condotta da Que Choisir: otto modelli sono stati bocciati senza appello per cedimenti strutturali che, in caso di incidente, espongono i bambini a rischi altissimi di lesioni. Ecco quali sono

Gravi problemi di sicurezza per otto modelli di seggiolini per i bambini. È l’alert che emerge dalla nuova campagna di test sui seggiolini auto condotta da Que Choisir: otto modelli sono stati bocciati senza appello per cedimenti strutturali che, in caso di incidente, potrebbero esporre i piccoli passeggeri a rischi altissimi di lesioni. Un risultato allarmante, che anticipa i risultati completi del test che saranno pubblicati a fine maggio, e che arriva dopo l’avvertenza, emessa già ad ottobre 2025 dal Touring Club Svizzero, sui modelli Chipolino Olympus i-Size e Reecle 360, venduto anche con le denominazioni ZA10 i-Size o 946i i-Size.

I seggiolini difettosi da non comprare (i primi 7 sono identici)

I modelli bocciati dal test sono i seguenti:

  • Buf Boof Tweety Plus Deluxe 360
  • Ding Aiden 360°
  • Kidiz seggiolino auto Isofix 360°
  • KidsZone seggiolino i-Size 40-150 cm 360°
  • Lettas i-Size 360°
  • Miophy i-Size 360 seggiolino auto rotante
  • Xomax 946i
  • Kinderkraft Mink Pro 2 + Base Mink FX2 (un ovetto, l’unico non identico al Reecle 360, che invece è un seggiolino evolutivo)

Il dato più preoccupante riguarda il fatto che i primi 7 dei modelli bocciati sono praticamente identici, prodotti dallo stesso fabbricante cinese e commercializzati con marchi diversi. Sono seggiolini “evolutivi”, progettati per accompagnare la crescita del bambino dalla nascita fino ai 12 anni (da 40 a 150 cm di altezza). Una soluzione apparentemente conveniente per le famiglie, ma che nei test si è rivelata strutturalmente fragile. Nelle prove di crash frontale – condotte con protocolli più severi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea – si è verificato un cedimento critico: in almeno un caso la piattaforma rotante su cui è fissata la seduta si è staccata dalla base.
Il risultato? Il seggiolino, con il bambino all’interno, viene proiettato in avanti nell’abitacolo. Anche quando resta collegato al veicolo tramite la cinghia antirotazione, il rischio di impatto contro sedili o portiere è elevatissimo.
Un dettaglio che aggrava ulteriormente il quadro: i diversi test hanno evidenziato rotture differenti, segno che la debolezza non riguarda un singolo componente ma l’intera struttura, portata al limite dei requisiti minimi per l’omologazione.

Il problema del codice di omologazione

Tutti questi modelli condividono lo stesso codice di omologazione: E8 0313715. Un elemento chiave per i consumatori, perché il prodotto può cambiare nome e marchio, ma resta tecnicamente lo stesso. Ed è proprio questo uno degli aspetti più insidiosi: questi seggiolini sono difficili da trovare nei negozi tradizionali, ma sono molto diffusi online, su marketplace e piattaforme di e-commerce come Amazon e Alibaba. La raccomandazione è netta: evitare l’acquisto di qualsiasi seggiolino con questo codice.

L’ottavo modello: un ovetto che si sgancia dalla base

L’ottavo modello bocciato (Kinderkraft Mink Pro 2 + Base Mink FX2) è l’unico diverso: si tratta di un seggiolino per neonati (il cosiddetto “ovetto”), utilizzabile dalla nascita fino a circa due anni. Durante il crash test frontale, la scocca del seggiolino si è staccata dalla base Isofix ed è stata scagliata in avanti insieme al manichino che simulava un bambino di 18 mesi. Le analisi post-test hanno mostrato deformazioni nelle barre di aggancio in acciaio, mentre i ganci della base risultavano aperti ma non danneggiati. Un’anomalia che suggerisce un problema combinato tra seggiolino e base. Le conseguenze, anche in questo caso, sono estremamente gravi: il bambino non è più trattenuto e può urtare violentemente contro il sedile anteriore, il cruscotto o addirittura essere espulso dall’auto.

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Prodotti a norma, ma non sicuri

Un elemento che non può passare inosservato è che questi seggiolini risultano formalmente conformi alla normativa europea R129. Ma qui emerge un nodo cruciale: i test indipendenti sono più severi rispetto a quelli richiesti per l’omologazione. E questo perché le prove ufficiali si basano su parametri ormai datati, risalenti a veicoli degli anni ’80, meno rigidi rispetto a quelli attuali. Le condizioni di prova utilizzate nei test indipendenti sono quindi più realistiche e riflettono meglio la violenza degli impatti nelle auto moderne.

La reazione delle aziende

  • KidsZone conferma la somiglianza con il Reecle 360, segnala miglioramenti da gennaio 2026 e invita a contattare il servizio clienti ([email protected]).
  • Buf Boof conferma che il modello Tweety Plus Deluxe 360 è identico al Reecle 360 (codice 946i) e che è stato ritirato dal mercato dal 31 marzo 2026, senza programma di sostituzione.
  • Lettas conferma l’identicità e miglioramenti dal gennaio 2026 (contatto: [email protected]).
  • Miophy rimanda ai rivenditori.
  • Ding, Kidiz e Xomax non hanno risposto.
  • Kinderkraft ha avviato un’indagine; il prodotto resta in vendita perché conforme alla normativa R129, ma offre sostituzione o rimborso ([email protected]).

Consigli per i genitori

Alla luce di questi risultati, le indicazioni sono chiare:

  • evitare l’acquisto dei modelli segnalati, in particolare quelli con codice E8 0313715;
  • se già acquistati, chiedere la sostituzione o il rimborso;
  • privilegiare seggiolini testati da enti indipendenti, anche se più costosi;
  • nel caso dell’ovetto bocciato, evitare l’uso con base Isofix e preferire l’installazione con cintura di sicurezza.

La sicurezza in auto dei bambini non può essere affidata solo al rispetto formale delle norme. Come dimostrano questi test, non tutti i seggiolini omologati offrono lo stesso livello di protezione.