Bardem e Greenpeace: il video contro le cause intimidatorie delle multinazionali

L’attore spagnolo premio Oscar è il protagonista del cortometraggio “SLAPP Suit” lanciato in tutto il mondo da Greenpeace contro la minaccia dalle cause legali temerarie con cui le grandi aziende inquinanti cercano di zittire ogni voce critica, dagli ambientalisti ai giornalisti. Il video integrale

L’attore premio Oscar Javier Bardem e l’attrice candidata ai Children’s and Family Emmy Awards Yasmin Finney sono protagonisti del cortometraggioSLAPP Suit” lanciato in tutto il mondo da Greenpeace International, che mette in scena la minaccia rappresentata dalle cause legali temerarie, conosciute anche come SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), con cui le grandi aziende inquinanti cercano di zittire ogni voce critica.

Ne sappiamo qualcosa anche noi del Salvagente, visto le continue querele che riceviamo dalle aziende che storcono il naso per i risultati dei nostri test: ad in sede giudiziaria il nostro giornale ha sempre avuto ragione.

Spesso però, come nel caso dell’olio che ci ha visti contrapposti alla Coricelli, oltre al giudizio penale (sempre vinto) ci siamo dovuti confrontare con una richiesta di riscarcimento in sede civile di ben 20 milioni. Il risultato? Abbiamo vinto anche in quell’occasione e l’aziende è stata condannata a pagare 60mila euro di spese legali. Tuttavia il tema delle cause intimidatorie contro giornalisti indipendenti e attivisti è centrale bene fa Greenpeace a porre l’attenzione su questa problematica.

“Le compagnie dei combustibili fossili – si legge in una nota dell’associazione – usano le SLAPP per costringere attivisti, giornalisti, whistleblower e organizzazioni non profit ad affrontare costose spese legali, perdere tempo e risorse e, in definitiva, impedirgli di continuare a denunciare i loro crimini ambientali. Nell’ultimo decennio, la società statunitense Energy Transfer, che opera nel settore degli oleodotti, ha intentato una serie di cause legali infondate contro Greenpeace negli Stati Uniti e Greenpeace International, nel palese tentativo di negare la libertà di espressione, soffocare le proteste del movimento indigeno di Standing Rock e punire la resistenza pacifica contro l’oleodotto Dakota Access”.

Ha dichiarato l’attore e attivista premio Oscar Javier Bardem: “Ho realizzato questo film perché Greenpeace sta affrontando una gigantesca battaglia legale sulla libertà di espressione ma in realtà riguarda qualcosa di molto più grande: i tentativi diffusi di mettere a tacere l’attivismo. Il tipo di cause intentate dalla società di oleodotti Energy Transfer viene usato anche per silenziare giornalisti, artisti e cittadini che hanno a cuore le proprie comunità. La domanda non è perché protestare. Ma come potremmo non farlo, se vogliamo preservare la nostra libertà di esprimere il dissenso?”.

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Le tattiche di intimidazione come le SLAPP non minacciano solo Greenpeace, e il tema delle cause legali temerarie in Italia non è stato ancora affrontato nonostante la direttiva europea anti-Slapp che comunque il nostro paese non ha recepito.

Negli ultimi anni anche le compagnie petrolifere Shell, Total ed Eni hanno intentato cause temerarie contro diverse entità di Greenpeace. Alcuni di questi tentativi sono stati respinti con successo, mentre, prosegue la nota “la SLAPP intentata da Eni nei confronti di Greenpeace Italia è ancora in corso. Dopo che Greenpeace Italia e Recommon hanno promosso la prima climate litigation italiana contro Eni, il colosso del gas e del petrolio ha denunciato le organizzazioni per diffamazione, con un tempismo che fa pensare a una  precisa strategia di intimidazione. Si tratta del resto di una strategia che Eni conosce bene, tanto da meritare per due anni di seguito il premio “campione di SLAPP” assegnato dalla coalizione CASE”.

Nel frattempo, Greenpeace USA e Greenpeace International continuano la battaglia legale contro la condanna da 345 milioni di dollari emessa nell’ambito della causa di Energy Transfer in North Dakota. In Europa, Greenpeace International, con sede nei Paesi Bassi, sta invece portando avanti una storica causa anti-SLAPP che mira a chiedere conto a Energy Transfer delle sue ripetute cause temerarie, sulla base della legge olandese e della nuova direttiva anti-SLAPP dell’Unione Europea.

Simona Abbate, campaigner Clima ed energia di Greenpeace Italia, ha dichiarato: “Queste tattiche di intimidazione sono ormai prassi anche nel nostro Paese, che detiene il primato europeo per l’abuso di cause temerarie. Per questo serve una normativa anti-SLAPP in grado di tutelare la libertà di espressione e di protesta pacifica”.