Test sui solari per bambini: 6 su 11 bocciati

Abbiamo messo a confronto 11 creme solari per bambini, per capire quali ospitano molecole sospette e quali sono realmente delicate come promettono. E le differenze possono aiutare in una scelta che… non lasci scottati

 

Con l’arrivo della bella stagione aumentano le attività all’aperto, le gite fuori porta e ritorna d’estrema attualità proteggere la pelle dai danni dei raggi solari, a maggior ragione quando si tratta di quella dei bambini. L’ideale è farlo dai primi giorni di esposizione per poi, naturalmente continuare per tutta l’estate.
Qualunque genitore sa che i più piccoli vorrebbero solo giocare sulla sabbia o correre sui prati, nonostante per loro il momento dell’applicazione della crema solare sia vissuto come un ostacolo ai momenti di libertà, è il caso che gli adulti si preoccupino della loro pelle per prevenire bruciature o scottature dolorose. Un’attenzione che vale anche per chi rimane in città; nei mesi o semplicemente nelle giornate più calde l’esposizione solare può essere un problema anche dopo una semplice passeggiata prolungata o una sosta al parco giochi.
Una prima importante protezione può essere offerta dall’uso di cappellini, magliette e occhiali da sole che schermano fisicamente dai raggi, ma bisogna prendere altre precauzioni e per questo le creme solari, in tutte le loro declinazioni, sono grandi alleate. I prodotti presenti sul mercato sono moltissimi quindi non è un compito facile trovare i migliori, ossia i più efficaci e delicati. Le varianti sono tante: marchi diversi, formati, metodi e frequenza di applicazione, durata della protezione e, naturalmente, prezzi. Chiunque entrando in un supermercato o in una farmacia potrebbe sentirsi sopraffatto dalla vastità di opzioni e quindi dalle decisioni da prendere: spray, crema o latte? 50 Spf o basta anche meno?

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Il test integrale lo trovate sul numero di maggio del Salvagente, in edicola o in edizione digitale QUI

Partiamo dal presupposto che per i più piccoli la protezione 50+ è indispensabile a inizio stagionela stagione se si vogliono evitare eritemi o fenomeni anche più acuti. Ma è sul tipo di schermo che dobbiamo spendere qualche attenzione.
Ne esistono di due tipi: quelli fisici e quelli chimici. I primi agiscono comportandosi come un vero e proprio “specchio” che riflette e disperde i raggi solari attraverso sostanze minerali opache, come il biossido di titanio e l’ossido di zinco, che non trattengono il calore e non penetrano nella pelle. I rischi emergono principalmente quando vengono utilizzati sotto forma di “nanoparticelle” (dimensioni di qualche miliardesimo di metro).
I filtri chimici sono invece composti da molecole organiche di sintesi che catturano e assorbono l’energia degli Uv, rilasciandola poi sotto forma di calore. Risultano generalmente più economici e più facili da spalmare. Vengono però assorbiti dalla pelle e molte di queste molecole agiscono come interferenti endocrini, capaci cioè di alterare il delicato equilibrio ormonale di bambini e adolescenti in età evolutiva e riproduttiva.
Non solo. Oltre è importante anche fare caso alla presenza di ingredienti sgraditi come il fenossietanolo, i Peg (polietilenglicoli), e i profumi. Sempre che si riesca a decifrare il complicato elenco degli ingredienti di un cosmetico. Esattamente il compito che si è prefisso il confronto di queste pagine, realizzato tra 11 solari esplicitamente indirizzati ai bambini.

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Le nostre prove

Tra gli 11 prodotti che abbiamo messo a confronto abbiamo incluso formati in latte, in crema e in spray. Abbiamo analizzato l’Inci (la lista ingredienti) per evidenziare i filtri fisici, dove presenti, quelli chimici e gli ingredienti che consideriamo sgraditi perché sospetti di potenziali rischi per la salute. Ecco cosa abbiamo scoperto.

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Questi, in estrema sintesi, i risultati del nostro test che trovate in dettaglio sul numero di maggio del Salvagente, in edicola o in edizione digitale QUI

Filtri fisici

I filtri fisici che abbiamo trovato sono il biossido di titanio e l’ossido di zinco in un solo prodotto, “Chicco baby moments sun 50+” e sono quelli principali che si possono trovare negli ingredienti dei prodotti sul mercato. Questi schermi riflettono i raggi solari come uno specchio per questo sono utili durante l’esposizione solare. Hanno però dei lati negativi: l’ossido di zinco è stato dichiarato “molto tossico per la vita acquatica” dall’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa). Il biossido di titanio invece risulta problematico per l’ambiente ed è sospettato di genotossicità per ingestione tanto da essere stato vietato dall’Unione europea nel 2022 nei prodotti alimentari, ma resta consentito nei prodotti farmaceutici e cosmetici. C’è da dire che in una crema solare che non viene a contatto con la bocca questo sospetto non ha influito sul giudizio del prodotto. E nel caso della Chicco queste molecole non vengono utilizzate in forma nanometrica e dunque non sono di dimensioni tale da superare la barriera della pelle.

Filtri chimici

I filtri chimici hanno un funzionamento preciso: assorbono raggi solari disperdendosi in forma di calore e subiscono limitazioni di concentrazione per legge. Nei prodotti che abbiamo analizzato ne abbiamo trovati da 1 a 5, ma non tutti sono uguali. L’ethylhexyl methoxycinnamate, utilizzato da Sol bimbo, è tra quelli penalizzati dato che è sotto osservazione perché fortemente sospettato di interferenza endocrina.

Fenossietanolo

Presente in cinque solari su dodici analizzati è un prodotto alcolico e conservante antimicrobico che inibisce lo sviluppo di microrganismi. È anche un prodotto irritante che nel tempo può diventare allergizzante. E non solo, diversi studi hanno attribuito a questa molecola effetti neurotossici. Per questa ragione i prodotti per l’infanzia che lo contengono non hanno superato il giudizio di Mediocre.

Peg

L’acronimo Peg indica la famiglia dei polietilenglicoli, derivati dalla raffinazione del petrolio. Rendono la pelle permeabile facilitando l’assorbimento degli ingredienti del prodotto. Possono quindi causare allergie agli occhi e alle mucose, perciò sono preferibili prodotti che ne sono privi, soprattutto se destinati ai più piccoli. Sono presenti in due dei prodotti del campione, ovvero Io Coop bimbi 50+ e nella lozione della Roche Posay.

Ingredienti sgraditi

Partiamo dal parfum, quasi sempre presente nei prodotti da cosmesi o per la cura della pelle per rendere il prodotto più gradito agli adulti ma da evitare in creme a contatto con la pelle dei bambini. Abbiamo poi trovato diversi ingredienti sospetti: l’Edta, ossia l’acido etilendiamminotetraacetico, che si trova sotto forma di disodium Edta e trisodium Edta. Si lega ai metalli pesanti per neutralizzarli e secondo alcuni studi potrebbe causare una forte irritazione agli occhi ed eczemi cutanei. In più è considerato molto nocivo per l’ambiente in quanto viene rilasciato in acqua portando con sé questi metalli pesanti. Lo abbiamo segnalato in forme diverse in 4 prodotti.