Il M5S vuole aprire alla sperimentazione in campo aperto dei “nuovi Ogm”

Sorprenderà chi ricorda il Movimento 5 stelle come la forza politica che più s’è opposta all’ingresso e alla commercializzazione degli Ogm in Italia, eppure una proposta di legge firmata da cinque deputati cinquestelle chiede di avviare la sperimentazione in campo aperto di coltivazioni trattate con l’editing del genoma, una tecnologia conosciuta anche come “Nuovi Ogm”, anche se l’intervento nel Dna della pianta comporta delle differenze rispetto alla normale transgenesi.

Ad anticipare la notizia, Crocevia e Associazione Rurale Italiana, che in un comunicato scrivono: “La PdL, che abbiamo potuto leggere, è firmata dal presidente della Commissione Agricoltura Filippo Gallinella e dai deputati Chiara Gagnarli, Giuseppe L’Abbate, Luciano Cadeddu e Luciano Cillis. Con una modifica del decreto legislativo 8 luglio 2003, n.224, si propone di accelerare le procedure per l’emissione in pieno campo di varietà vegetali ottenute in laboratorio con tecniche di genome editing (denominate Ngt, Nbt o Tea). Un fatto mai avvenuto finora per la ferma opposizione dei consumatori, degli agricoltori e delle organizzazioni ambientaliste e garantito da una legislazione nazionale dal 2000 (decreto Amato)”. Il Salvagente ha chiesto conferma a uno dei cinque firmatari, Luciano Cillis

Onorevole, è vero che presenterete la pdl?
La presenteremo il 15 dicembre alla Camera insieme al Crea (Consiglio per la ricerca in agraria, Ndr) e non è una richiesta di accelerare nulla, ma di dare seguito a quanto già espresso da una risoluzione del Senato: avviare una sperimentazione su queste nuove tecniche.

Perché questa spinta?
Nessuna spinta. Non stiamo chiedendo di commercializzare alcunché. Semplicemente vogliamo capire insieme alla ricerca italiana di cosa si tratta, che risultati può portare. Anche perché nel resto d’Europa la sperimentazione sui Tea è già partita, richiamo di rimanere indietro.

Sorprende questa posizione visto la vostra storica opposizione agli Ogm.
La differenza tra Ogm e Tea è che per i secondi la tecnica di selezione genetica è la stessa praticata da millenni dagli agricoltori, solo in tempi più brevi. Qui parliamo di cisgenesi, intervenire solo all’interno della pianta, al contrario della transgenesi dove si utilizzano pezzi di Dna di altri organismi.

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Preoccupano le conseguenze della sperimentazione in campo aperto.
In campo aperto non vuol dire in mano a privati in condizioni di scarso controllo. Noi vogliamo far partire la sperimentazione con tutti i parametri di sicurezza e con una gestione pubblica, in mano a un organismo serio e accreditato come il Crea, proprio per evitare qualsiasi rischio.

Qual è la necessità di accelerare proprio ora sul genoma editing?
I Tea sono tecniche già sperimentate in altri settori, come quello medico. Abbiamo bisogno di trovare nuove soluzioni anche in campo agricolo, ad esempio per ridurre l’uso di pesticidi o quello di risorse idriche.

Il movimento 5 stelle condivide questa vostra posizione?

Posso dire che in commissione agricoltura siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e che il gruppo approva questa posizione in maniera coesa. Poi non posso sapere se ci saranno diversi punti di vista di qualcuno.

Non siete più contro gli Ogm?
Continuiamo ad essere contrari agli Ogm. Ma voglio chiarire che il movimento non è ascientifico e pregiudizialmente contrario alla ricerca e alla sperimentazione.

 

Le posizioni attuali sul genoma editing

Nel 2018, la Corte di giustizia europea ha stabilito che gli organismi ottenuti mediante tecniche di selezione delle piante di mutagenesi sono Ogm e dovrebbero, in linea di principio, rientrare nella direttiva sugli Ogm. La Commissione Ue ha dunque richiesto uno studio per offrire “chiarezza giuridica” sullo stato delle nuove tecniche di editing genetico. Secondo il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, invece, “Il lavoro preliminare ha già rivelato che le piante ottenute da nuove tecniche genomiche hanno il potenziale per contribuire agli obiettivi di una produzione agroalimentare più resiliente e sostenibile”.
Nell’aprile del 2021, il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo ha presentato lo studio “Critica scientifica delle dichiarazioni di Leopoldina e EASAC sulle piante modificate dal genoma nell’UE” in cui si prendono in considerazione alcuni aspetti tuttora ignorati sugli organismi geneticamente modificati concludendo che questa nuova versione degli OGM deve essere rigorosamente regolamentata.