I nuovi Ogm? Non sono sicuri e non aumentano i raccolti. Lo studio

OGM

Non è ancora certo che le colture “genoma editing” siano efficaci e non c’è traccia di OGM che aumentano i raccolti in quanto tali, o che riducono la fame. Al contrario, una serie di relazioni di esperti ampiamente riconosciute ha richiesto un rapido passaggio dall’agricoltura industriale e intensiva a pratiche agroecologiche. Il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo ha presentato oggi lo studio “Critica scientifica delle dichiarazioni di Leopoldina e EASAC sulle piante modificate dal genoma nell’UE” in cui si prendono in considerazione alcuni aspetti tuttora ignorati sugli organismi geneticamente modificati concludendo che questa nuova versione degli OGM deve essere rigorosamente regolamentata.

Il contesto

E’ attesa per il prossimo 30 aprile la comunicazione ella Commissione sulle tecniche di editing genetico. La questione è nota: da un lato la Corte di giustizia europea, nel luglio 2018, ha stabilito che gli organismi ottenuti mediante tecniche di mutagenesi diretta (il termine della Corte per “genome editing’’) devono essere considerati a tutti gli effetti organismi geneticamente modificati (OGM) ai sensi della direttiva 2001/18; dall’altro l’industria globale delle sementi vuole che queste siano escluse dalle normative esistenti.

La voce della lobby è contenuta nella dichiarazione dell’Accademia Tedesca delle Scienze Leopoldina pubblicata nel dicembre 2019: in essa esorta i responsabili politici europei “ad esentare gli organismi genome-edited dal campo di applicazione della legislazione in materia di ingegneria genetica se non viene inserita alcuna informazione genetica estranea e/o se esiste una combinazione di materiale genetico che potrebbe risultare naturalmente o attraverso metodi di riproduzione tradizionali.

Nel marzo 2020, l’European Academies Science Advisory Council (EASAC – formato dalle accade- mie scientifiche nazionali degli Stati membri dell’UE) ha approvato il contenuto e l’intenzione di questa dichiarazione con un “Commento alla dichiarazione dell’Accademia nazionale tedesca delle scienze Leopoldina”.

Il rapporto commissione dai Verdi europei smonta le affermazioni dell’EASAC cha avvalla la Dichiarazione Leopoldina, critica i fondamenti scientifici di entrambe le pubblicazioni e  fornisce alcune delle informazioni, omesse dalle Dichiarazioni, che sono pubblicamente disponibili come evidenze scientifiche e risultati di ricerche. La valutazione e la verifica delle affermazioni fatte sia dalla Dichiarazione Leopoldina che dal sostegno dell’EASAC rivela che oltre 200 studi scientifici già pubblicati e di grande rilevanza sono stati ignorati.

Nessun collegamento tra OGM e resa dei raccolti

Innanzitutto – si legge nel rapporto – er quanto riguarda il “genome editing”, le evidenze scientifiche ignorate dagli autori della Dichiarazione della Leopoldina dimostrano che, contrariamente alle loro affermazioni, le alterazioni genetiche causate da questi metodi sono fondamentalmente diverse dalle mutazioni naturali.

Le colture “genome edited” elencate nella Dichiarazione per illustrare i potenziali benefici del “genome editing” si trovano nelle fasi preliminari della ricerca esplorativa e per la maggior parte non ci sono persino le prove funzionali della loro efficacia. Non possono pertanto essere presi come prova che le aspettative sui benefici attesi siano giustificate.

Allo stesso modo, la narrativa della Dichiarazione che equipara precisione a controllo e sicurezza non è supportata dalle prove scientifiche – né per le forme più vecchie di ingegneria genetica e né tanto meno per le forme più recenti di ingegneria genetica.

La Dichiarazione ignora il crescente riconoscimento, tra gli esperti, secondo cui le cause profonde della fame sono legate a questioni sociali ed economiche (conflitti, povertà, esclusione, ecc.) più che alle rese delle coltivazioni. Non c’è traccia di OGM che aumentano i raccolti in quanto tali, o che riducono la fame. Al contrario, una serie di relazioni di esperti ampiamente riconosciute ha richiesto un rapido passaggio dall’agricoltura industriale e intensiva a pratiche agroecologiche.

Sulla base di una lettura selettiva delle evidenze scientifiche, la Dichiarazione Leopoldina racco- manda che l’UE escluda alcuni organismi “genome edited” dal campo di applicazione della legi- slazione europea sugli OGM. Chiede inoltre un alleggerimento a lungo termine delle normative sugli OGM applicabili agli OGM esistenti. Seguire tale consiglio allontanerebbe l’UE dall’approc- cio precauzionale che è sancito nei trattati istitutivi dell’UE e la porterebbe verso l’approccio statunitense di ignorare potenziali rischi e danni.

Le evidenze ignorate dalla Dichiarazione Leopoldina sostengono una conclusione contraria a quella di Leopoldina, ovvero che le normative UE sugli OGM devono essere rafforzate per tenere conto di una nuova generazione di organismi geneticamente modificati sviluppati con tecniche di “genome editing”.