Benessere animale, Ciwf promuove Barilla e boccia Conad e Autogrill

BENESSERE ANIMALE

Barilla sale di livello in fatto di benessere animale  a differenza di Conad e Autogrill che “non avendo ancora pubblicato una policy generale in tema di benessere animale, rimangono nel livello 6, il più basso della piramide”. Statbili Camst, Gruppo Cremonini, Ferrero, Gruppo Veronesi e Coop Italia che si collocano nel livello 4 tra le “aziende che stanno facendo progressi o sono in fase di implementazione dei propri standard di benessere animale”.

È quanto emerge dal report 2020 del benchmark BBFAW del Ciwf, un indicatore riconosciuto a livello globale dagli investitori per valutare le pratiche e le politiche di benessere animale delle aziende. Tra le 150 aziende alimentari monitorate in tutto il mondo, sono 8 quelle italiane e nei risultati ci sono segnali positivi ma anche molte conferme negative.

L’impegno di Barilla

L’unica azienda ad avere migliorato significativamente il proprio punteggio complessivo (passata dal terzo al secondo livello, su sei) è Barilla, che sale al secondo livello della valutazione e si conferma l’azienda italiana con il posizionamento più alto.

“Dalla prima edizione del benchmark – scrive in una nota Ciwf – Barilla è progressivamente migliorata nella valutazione, arrivando a eliminare le gabbie per le galline ovaiole dalle proprie filiere globali nel 2019 e impegnandosi a lavorare anche sul tema dei sistemi combinati per le galline ovaiole, strutture ibride che limitano fortemente la libertà di movimento degli animali. Oltre agli importanti miglioramenti sulle altre filiere, come l’eliminazione progressiva del taglio della coda nei suini, la salita dal terzo al secondo livello nel benchmark di quest’anno è stata possibile grazie a una comunicazione più strutturata e dettagliata in tema di governance aziendale e di disponibilità di arricchimenti ambientali”.

Conad e Autogrill nessuna policy pubblicata

La situazione delle altre aziende italiane rimane pressoché invariata con Camst, Gruppo Cremonini, Ferrero, Gruppo Veronesi e Coop Italia che si collocano nel livello 4 del benchmark (aziende che stanno facendo progressi o sono in fase di implementazione dei propri standard di benessere animale) e Conad e Autogrill, che, non avendo ancora pubblicato una policy generale in tema di benessere animale, rimangono nel livello 6, il più basso della piramide.

Elisa Bianco, responsabile del settore Alimentare in Italia per Ciwf, commenta: “L’attuale pandemia ha avuto un forte impatto sul settore alimentare, in particolare per il settore della ristorazione, e al tempo stesso ha messo sempre più in evidenza la necessità di attuare una transizione verso sistemi alimentari più sostenibili e rispettosi del benessere animale. Come dimostra il Benchmark 2020, l’implementazione di pratiche di miglioramento progressivo sta diventando un fattore sempre più cruciale nella definizione delle performance delle aziende, ed è sempre più prioritario iniziare ad affrontare anche altre problematiche chiave di benessere animale oltre alle gabbie per le galline ovaiole, come gli standard di allevamento dei polli da carne e l’utilizzo di gabbie di gestazione e allattamento per le scrofe“.