Brasile, dagli allevamenti di carne almeno 3 grandi focolai di Covid-19

Anche in Brasile i macelli hanno (e stanno avendo) un ruolo fondamentale nel diffondersi dell’epidemia da Covid 19. Come già accaduto in Germania, e in misura più limitata nel nostro paese, nel paese del Sud America gli allevamenti di carne hanno contribuito a diffondere il Covid-19 in almeno tre luoghi diversi in tutto il paese, poiché il virus continua a migrare dalle grandi città verso il vasto interno del paese. E’ la ricostruzione del giornale britannico The Guardian che, tuttavia, non indaga a fondo sui motivi di questa concentrazione di casi negli allevamenti. Ovvero, non è chiaro se il rapido diffondersi dell’infezione tra i dipendenti sia dovuto alle scarse norme igieniche, al mancato distanziamento oppure alle condizioni particolari di lavoro a contatto con gli animali oppure al fatto che le temperature necessariamente basse in questi luoghi di lavori rendano più facile il contagio.

Fatto sta che – come scrive il quotidiano britannico – all’inizio di questa settimana il paese era secondo solo agli Stati Uniti con 1,88 milioni di casi confermati di Covid-19 e 72.833 morti. Gli impianti di lavorazione della carne sono rimasti aperti durante la pandemia, e il personale lavora a stretto contatto, spesso in aree refrigerate. Anche altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Canada, l’Irlanda e la Germania, hanno visto raggruppamenti intorno ai macelli. Le condizioni possono creare perfetti centri di allevamento Covid-19, ha detto Priscila Schvarcz, un procuratore del Ministero del Lavoro (MPT), un ramo della procura federale incaricato della supervisione delle leggi sul lavoro.

“Vediamo molti lavoratori infettati”, ha detto Schvarcz. Rio Grande do Sul è stato duramente colpito. Al 23 giugno, 4.957 lavoratori della carne erano risultati positivi in 32 stabilimenti dello stato – un terzo del totale dei casi di coronavirus nella zona, ha detto il procuratore. Cinque dipendenti e 12 persone in contatto con loro sono morti.

Coinvolti sono i die più grandi allevamenti brasiliani, JBS e BFR: la Cina ha sospeso le importazioni di carne dalle due aziende all’inizio del mese.

BRF ha detto che sta lavorando con le autorità brasiliane e cinesi per riprendere le consegne. L’azienda ha detto che 98 dei 2.873 lavoratori dello stabilimento di Lajeado, Rio Grande do Sul, sono risultati positivi alla fine di maggio. JBS non ha commentato la sospensione delle importazioni da parte della Cina ma ha fatto sapere di aver messo tutti i suoi lavoratori indigeni in congedo retribuito e sta sostenendo iniziative per controllare e prevenire nuove epidemie di coronavirus in più di 100 comuni in tutto il Brasile. I procuratori del lavoro hanno detto che la JBS si è mossa rapidamente per contenere l’epidemia. “L’azienda ha collaborato”, ha detto Jeferson Pereira, un procuratore del lavoro di Dourados. “Ha assunto infermieri e tecnici per accompagnare le visite”.