Un rapporto svela la pressione della lobby della Coca-cola contro l’alimentazione sana

Un nuovo rapporto di Corporate Accountability, campagna globale contro gli effetti negativi delle multinazionali sulle democraize, rileva che l’International Life Sciences Institute (ILSI), sta giocando un ruolo fuori misura nel definire le politiche nazionali in materia di alimenti e nutrizione dall’India all’Argentina agli Stati Uniti. Dell’Ilsi, la lobby dell’agroindustria e del biotech, finanziata da Coca Cola, Bayer, e da tutti i maggiori attori in campo. Il nuovo report spiega che tra le scoperte degne di nota, c’è che oltre la metà del comitato consultivo per le linee guida dietetiche del 2020, “l’organismo che informa sia la politica nutrizionale nazionale sia il modo in cui gli americani mangiano e bevono”, ha legami con l’Ilsi.

I risultati arrivano sulla scia dell’abbandono dell’Ilsi, in sordina, della più grande azienda alimentare e delle bevande al mondo, Nestlé. In precedenza, Mars aveva rotto con la lobby. Secondo Corporate Accountability, “il ruolo dell’industria alimentare nel limitare la politica di salute pubblica e la propagazione della scienza spazzatura sta assumendo anche nuove dimensioni durante la pandemia di oggi. L’ondata di malattie legate all’alimentazione dietro uno su cinque decessi all’anno sta mettendo centinaia di milioni di persone ad alto rischio di malattie gravi come il Covid-19”.

Il ruolo di Ilsi in Sud e centro America…

Esperanza Ceron, attivista minacciata più volte in Colombia per il suo attivismo in difesa dei consumatori, dichiara: “Per decenni, Coca-Cola, i suoi concorrenti e i suoi surrogati come Ilsi hanno trafficato nella scienza-spazzatura, cooptato funzionari pubblici e bullizzato attivisti come me per costruire mercati sulle spalle della salute dei paesi emergenti, come la Colombia”. L’anno scorso, i dirigenti della Coca Cola si sono rifiutati di permetterle di parlare dall’assemblea degli azionisti. “Ma non saremo messi a tacere. C’è troppo in ballo”. Il rapporto rileva che in America Latina, Ilsi ha una mano pesante nel soffocare i progressi per frenare l’obesità, il diabete e altre malattie legate all’alimentazione. “In Argentina, Ilsi – che afferma di non fare pressioni – ha offerto una guida al governo per aggiornare il suo database nazionale sulla composizione alimentare (lo strumento principale del paese per l’informazione sulla politica alimentare e nutrizionale). In Messico, Ilsi ha violato il proprio codice etico con un dirigente di Coca-Cola, è stata deposta con un secondo dirigente di Coca-Cola e alla fine è stato assorbito da un’affiliata Ilsi regionale sotto la direzione di un terzo dirigente di Coca-Cola. In Brasile, Ilsi ha sostenuto la ricerca che reindirizza la colpa delle malattie legate all’alimentazione dal cibo spazzatura e dalle bevande all’inattività fisica” spiegano gli estensori del report.

…e in india

Il rapporto racconta anche la campagna di Ilsi per espandere ulteriormente i mercati come l’India. Lì, Ilsi ha collaborato con importanti istituti di ricerca governativi per produrre uno studio denigratorio delle diete tradizionali, che offusca il ruolo del cibo e delle bevande spazzatura nella crescente epidemia di malattie legate all’alimentazione in India. “È tempo che Coca Cola metta qualcosa di più sul ghiaccio rispetto alle bevande analcoliche”, ha dichiarato il direttore della ricerca sulla responsabilità aziendale Ashka Naik, co-autrice del rapporto. “La Coca-Cola sta dicendo agli investitori che da un lato si preoccupa della salute pubblica, dall’altro finanzia i fondi dell’Ilsi”.

Gli appelli

Una risoluzione invita Coca Cola a chiarire con i suoi azionisti le sue responsabilità per la salute pubblica. Richiederebbe un audit pubblico e indipendente su come l’azienda sta contribuendo alla crisi delle malattie legate all’alimentazione, sia attraverso i suoi prodotti, la sua commercializzazione, le sue interferenze politiche o sulla scienza. La dottoressa Yolandra Hancock, pediatra, specialista in obesità e professore a contratto presso la George Washington University, dichiara: “Ciò di cui non abbiamo bisogno è la Coca-Cola e l’industria delle bibite che si intromettono per impedire ai finanziamenti di andare nelle stesse comunità che hanno devastato con il marketing mirato. Chiediamo a società come la Coca Cola di arretrare e consentire all’agenzia delle comunità di fare scelte più sane. “