Viaggi annullati, il Governo tutela i tour operator e non i consumatori

“Inaccettabile e assurda compressione dei diritti dei consumatori! Il Governo cancella, con un decreto, i diritti previsti dal Codice del Turismo, lasciando la facoltà al tour operator, in caso di recesso, di scegliere tra il rimborso, un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, oppure emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione”. Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta le disposizioni contenute nel nuovo decreto legge sull’emergenza Coronavirus che all’articolo 28 disciplina le regole per il rimborso dei viaggi. Le norme si rivolgono alle persone in quarantena, a chi è risultato positivo al test, a chi doveva viaggiare verso la cd zona rossa, ai residenti stessi della zona rossa e a chi doveva participare ad eventi annullati.

In tutti i casi, l’articolo 28 dà facoltà al vettore o al tour operator di scegliere se rimborsare il costo del pacchetto/volo, fornire un viaggio alternativo di pari valore o emettere un voucher.

“C’erano decine di modi per aiutare, giustamente, i tour operator in difficoltà” aggiunge Dona sottolineando che il Governo ha scelto il peggiore: l’unico che danneggia i diritti sacrosanti del consumatore.” Fuori dal decreto sono rimasti gli alberghi per i quali il Governo non detta alcuna disposizione lasciando i turisti alla mercé dei singoli albergatori che incasseranno denari per soggiorni ai quali i consumatori hanno rinunciato.