Taranto, i dati dell’Iss: più ricoveri per le leucemie infantili

Più ricoveri ospedalieri per le leucemie infantili ma meno morti adulti a causa del tumore al polmone. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha reso noti i risultati dell’aggiornamento delle indagini sull’esposizione ambientale umana e degli indicatori di salute presentati oggi dall’Iss sulla situazione epidemiologica della città di Taranto che avevamo, in parte, anticipato all’inizio di questo mese. “Per essere significativi – spiega Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink – i dati dovrebbero essere considerati per quartiere”.

Diossine e Pcb in calo

Il monitoraggio ha interessato l’impatto dell’ex area sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Innanzitutto il ministro ha spiegato che “i livelli di emissione degli inquinanti a Taranto e provincia si sono “efficacemente ridotti” in seguito all’adozione di tecniche e tecnologie di abbattimento e alla riduzione dei livelli di attività dell’acciaieria”. Allo stesso tempo – si legge nel report – la concentrazione di diossine e PCB nel latte/siero nelle donne residenti a Taranto e Statte (un altro comune in provincia di Taranto) è risultata in calo costante ma rimane più elevata (del 28%) rispetto a quella delle donne residenti in provincia. E’ comunque in linea con quanto osservato in altre aree industrializzate in Italia.

Buone notizie anche per quanto la contaminazione di alcuni prodotti alimentati: per quelli lattiero-caseari e per le uova negli ultimi 10 anni la concentrazione di sposine e Pcb è diminuita. Tuttavia, è bene sottolineare che nell’intero rapporto non c’è traccia del numero di prodotti che sono stati sottoposti a controlli: “Sicuramente – spiega Marescotti – i controlli a Taranto sono più alti che nel resto d’Italia ma sono sempre insufficienti per una città che ha subito un vero e proprio disastro ambientale”.

Meno morti?

Discorso a parte sugli andamenti temporali dei tassi di mortalità che “indicano un miglioramento generale delle condizioni di salute a Taranto così come osservato a livello regionale e nazionale, pur rimanendo alcune criticità”. Dal rapporto ministeriale emerge che rispetto al 2006-2013, nel triennio 2014-2016, il rischio per il tumore del polmone diminuisce, anche se rimane ancora rilevabile tra gli uomini ma non tra le donne. Resta, invece, un alto rischio di mortalità per mesotelioma della pleura in entrambi i generi, e per malattie respiratorie croniche tra le donne. Si normalizza, poi, il rischio per malattie respiratorie acute tra gli uomini.

Anche sui decessi la lettura di Alessandro Marescotti è più articolata: “La presentazione del ministro è stata alquanto approssimativa”. Per essere più aderenti alla realtà – spiega il presidente di PeaceLink- i dati sulle morti dovrebbero essere aggregati per quartiere. Un pò il lavoro che ha fatto l’associazione  e che non è riuscita a presentare al ministro e a tutto il governo.

In pratica PeaceLink ha analizzato i dati del’anagrafe comunale di Taranto mettendo in evidenza i decessi nei tre quartieri più vicini all’area industrializzata, Tamburi, Borgo e Paolo VI. “Facendo un raffronto con il dato atteso calcolato su base cittadina, nel quartiere Tamburi per il 2018 si sono osservati 33 decessi in più dell’atteso. Nel quartiere Paolo VI l’eccesso di mortalità è di 31 persone mentre nel quartiere Borgo l’eccesso di mortalità è di 12 persone. Complessivamente l’eccesso di mortalità nel 2018 riguarda complessivamente – per i tre quartieri sopra citati, che sono i più vicini agli impianti industriali – 76 persone, di cui 55 uomini e 21 donne.”

Più ricoveri per leucemia in età infantile

Nella fascia di età 0-19 anni, nel quadriennio 2014-2017 rispetto al 2006-2013, i ricoverati per tutte le cause naturali, per le malattie respiratorie acute e per l’asma si confermano in difetto. Ma, come sottolineavamo in precedenza, si segnala un eccesso per leucemie.

Quanto invece alla fascia di età 20-29 anni, nel quadriennio 2014-2017 rispetto al 2006-2013 non si conferma l’eccesso di ricoverati per tutte le cause.

Inoltre, i dati del registro tumori della regione Puglia confermano per gli anni 2006-15 nel confronto tra Sin e provincia di Taranto un eccesso per i tumori nella classe di età 0-19 anni in particolare per i tumori del tessuto linfoematopoietico.

Si riducono i ricoveri nel primo anno di vita per condizioni morbose di origine perinatale. Ma, come spiegato nel rapporto, si tratta di una “classe molto eterogenea di condizioni che hanno origine nel periodo perinatale, prima della nascita fino a 28 giorni dopo la nascita, anche se la morte o le manifestazioni patologiche si manifestano successivamente”. Infine, si riduce nel tempo la prevalenza di anomalie congenite.

Cosa servirebbe

“Taranto avrebbe bisogno di capire quello che è accaduto” spiega Marescotti aggiungendo che sarebbe per questo auspicabile la costituzione di  una bio-banca che raccolga dati importanti come la placenta delle donne che partoriscono, il liquido amniotico, il cordone ombelicale. “Conservare questi dati biologici servirebbe a spiegare il grande disastro ambientale che ha colpito la città di Taranto”.