Nesquik contaminato da oli minerali: il test tedesco che boccia Nestlé

Mosh e Posh elevati. Davvero un brutto incidente quello che ha portato alla bocciatura senza appello il Nesquik dopo le analisi del tedesco Okotest.

Una contaminazione avvenuta durante la produzione o a causa degli imballaggi. I Mosh, in particolare, idrocarburi lineari e ciclici (n-alcani, isoalcani e cicloalcani), possono accumularsi nei grassi dell’organismo e dunque rappresentare un pericolo potenziale, soprattutto per i bambini.

Nestlé da parte sua ha criticato i metodi utilizzati nei laboratori per il test.

Pericolosi? Sì, no, forse

Sulla pericolosità di Mosh e Moah si discute sempre più aspramente e non sempre con pareri concordi.
Sembra abbastanza certo che si accumulino nei tessuti animali, nel latte e nel grasso umano. Uno dei pochi esperimenti su questi composti (Fisher 344) ha trovato che causano lo sviluppo di granulomi al fegato e lesioni a linfonodi mesenterici nei ratti dirà a dosi molto basse, 0,01-20 mg/kg di peso corporeo.
Nel 2013 l’Efsa emette un parere scientifico sulle due sostanze, ribadendo che una parte dell’esposizione è dovuta proprio agli imballaggi e raccomandando una serie di misure per limitare la migrazione negli alimenti e indicando come servano altri studi.

Quel che appare innegabile è che il problema è esteso a molti degli imballaggi che vengono a contatto con i nostri alimenti.