I panificatori all’Antitrust: “Così la Gdo ci strozza e ci spinge a buttare il pane”

Con l’apertura delle istruttorie da parte di Antitrust, inizia la “guerra del pane” nei tra panificatori e grande distribuzione organizzata. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha infatti avviato sei istruttorie nei confronti di Coop Italia, Conad, Esselunga, Eurospin, Auchan e Carrefour, per verificare una presunta pratica sleale a danno delle imprese di panificazione.

L’accusa

I procedimenti, avviati su segnalazione della principale associazione nazionale di panificatori, Assipan-Confcommercio Imprese per l’Italia, sono volti ad accertare una presunta pratica commerciale scorretta. In concomitanza con l’avvio delle istruttorie, alcune delle società interessate dai procedimenti sono state ispezionate dai funzionari dell’Antitrust e della Gdf. “La condotta contestata – scrive in una nota l’Antitrust – consiste nell’imposizione, ai propri fornitori di pane fresco, dell’obbligo di ritirare e smaltire a proprie spese l’intero quantitativo di prodotto invenduto a fine giornata. La differenza di valore tra il pane consegnato ad inizio giornata e quello reso a fine giornata viene poi riaccreditata al compratore della Gdo sugli acquisti successivi”.

13mila quintali buttati al giorno

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La pratica si inquadra in una situazione di significativo squilibrio contrattuale tra le catene della GDO e le imprese di panificazione (imprese artigiane con pochi dipendenti), spiega l’Agcm, secondo cui “In tale contesto, l’obbligo di ritiro dell’invenduto rappresenta una condizione contrattuale posta ad esclusivo vantaggio delle catene della grande distribuzione e determina un indebito trasferimento sul contraente più debole del rischio commerciale di non riuscire a vendere il quantitativo di pane ordinato e acquistato”.
La prassi descritta costringe i panificatori a farsi carico, oltre che del ritiro della merce, anche del suo smaltimento quale “rifiuto” alimentare, in quanto l’interpretazione comunemente attribuita alla normativa vigente impedisce qualsiasi riutilizzo del pane invenduto a fini commerciali e persino la sua donazione a fini umanitari con un elevatissimo spreco di prodotto. Si consideri che ogni giorno in Italia si buttano 13mila quintali di pane fresco, e una grossa parte di questo numero impressionante viene proprio da questa pratica.

La risposta di Esselunga

Al momento, l’unica Gdo ad aver risposto pubblicamente è Esselunga, secondo cui “il pane da noi venduto è per il 95% sfornato direttamente nei reparti dei nostri negozi, cioè non è fornito da panificatori terzi”.