Cosa c’è nei nostri piatti? I canadesi scoprono il glifosato nel cibo

Che in Canada il glifosato sia l’erbicida più utilizzato in agricoltura non è una notizia sconvolgente. Le stesse autorithy lo hanno confermato ogni volta che hanno pubblicato il report delle analisi pubbliche sul cibo e sulle materie prime.

Eppure stupisce che ci sia ancora da registrare come il livello d’uso sia tale, a Ottawa e dintorni, da far trovare il controversa pesticida in alimenti quotidiani e baby food. È quanto, per esempio, dimostrano i test, resi pubblici domenica dalla Coalizione Action on Toxics, che hanno rivelato che alcuni degli alimenti preferiti in Canada come i cereali Cheerios, gli snacks Ritz al cheddar, gli spaghetti multicereali Catelli, l’hummus Fontaine Santé le Tortillas Cor contengono tutti glifosato. In quantità che vanno dai 233 ppb ai 760 ppb.

“È sconcertante che questo pesticida nocivo si presenti costantemente nei prodotti alimentari che la maggior parte dei bambini mangia giornalmente. L’esposizione si aggiunge”, afferma Muhannad Malas di Eviroment Defence, una delle associazioni ambientaliste della Coalizione. “Le crescenti prove scientifiche e l’azione normativa internazionale dimostrano che i canadesi dovrebbero essere preoccupati”.

E a essere preoccupati sono anche i produttori, che cominciano a subire gli effetti dell’uso massiccio di glifosato, come dimostra lo stop recente all’uso di grano canadese da parte di Barilla.

I prodotti a base di ceci e frumento, spiega l’associazione sono tra i più contaminati perché queste colture sono spesso irrorate con glifosato poche settimane prima della loro raccolta, con la tecnica che oramai siamo abituati a conoscere come preharvest.

“Le famiglie canadesi devono essere certe che i regolamenti governativi le proteggono adeguatamente”, dice Karen Ross dell’associazione ambientalista Équiterre. “Ma come possiamo essere sicuri quando sappiamo che il più vicino alleato del Canada nella sua valutazione del glifosato ha usato la scienza fraudolenta e negoziato con Monsanto per minimizzare i rischi?” Il riferimento obbligato è all’Epa, l’Ente di protezione ambientale statunitense. È sulla base della sua valutazione positiva che l’Authority canadese ha concesso il nuovo nulla osta, nel 2017, all’uso di glifosato.