Ryanair invia per errore assegni di rimborso non firmati. Si scusa ma viene sepolta dalle proteste

Un autogol non da poco. Prima l’annuncio sui social che aveva sbagliato a inviare gli assegni di risarcimento ai clienti, poi la marea di messaggi di risposta di passeggeri che sono in attesa (anche da un anno) dei propri soldi.

L’operazione di Ryanair di ieri ha un gusto amaro per il vettore europeo. I fatti: ieri con un tweet la compagnia informa che ha inviato circa 190 assegni non firmati su circa 20mila emessi per il solo mese di luglio. Una percentuale risibile della quantità di compensazioni a cui la compagnia irlandese è stata costretta in un mese costellato di scioperi e mancate partenze.

 

Insomma una lettera in perfetto stile “consumer care” in cui si assicura di aver già provveduto a una nuova spedizione e ci si scusa.

Peccato che in poche ore piove su twitter una valanga di proteste. C’è chi lamenta di essere in attesa da oltre un anno dei propri soldi, chi si chiede perché non avvertire gli utenti via mail, e chi (tantissimi) chiede notizie sui rimborsi a cui aveva diritto.

Scrive Luke: “Il mio rimborso dovrebbe essere pagato con bonifico bancario ma i dieci giorni che promettete nell’e-mail sono quasi scaduti. Chi devo contattare su questo? Twitter non risponde, live chat non risponde o dice non può aiutare e al telefono dicono lo stesso”.

Una sorta di vaso di Pandora dei reclami che di certo non premia le tatiche di Ryanair.

Come testimonia Connor Dune: “Ho provato a richiedere due volte le compensazioni per voli in ritardo con Ryanair. La quantità di email a cui dovevo rispondere, i documenti che dovevo fornire e le tattiche di ritardo che avete impiegato sembravano uno scherzo. Ma immagino che fosse il piano di Ryanair da sempre”.