I morti della guerra del legno illegale in Amazzonia e la nostra distrazione

‘Pattugliamo la foresta, troviamo i taglialegna, distruggiamo le loro attrezzature e li mandiamo via. Abbiamo fermato molti taglialegna. Funziona!” raccontano i Guardiani dell’Amazzonia, della tribù Guajajara. © Guardians of the Amazon

Un’altra vittima della difesa dell’ambiente e dell’Amazzonia. È Jorginho Guajajara, leader di una tribù amazzonica che si batte contro i taglialegna illegali, trovato ucciso pochi giorni fa, riverso vicino a un fiume dello Stato brasiliano del Maranhão. La sua tribù non ha dubbi, dopo essere stata ripetutamente presa di mira dalla potente mafia del taglio del legname a causa della sua attività di difesa della foresta pluviale e dei membri di una tribù incontattata vicina, gli Awà, che vivono nello stesso territorio. È stato proprio il tentativo di difendere ambiente e indigeni a uccidere Guajajara, accusa l’Ong per i diritti dei popoli indigeni Survival International.

La tribù dei Guajajara, per respingere i taglialegna, ha dato vita a una squadra di protezione ambientale chiamata “Guardiani dell’Amazzonia“. Alcune fonti sostengono che dal 2000 a oggi siano già stati uccisi almeno 80 membri della tribù.

Il Brasile è vittima sacrificale del taglio illegale di foreste. Il 41 per cento del legname prelevato dallo stato brasiliano del Mato Grosso viene da aree non autorizzate, secondo il rapporto pubblicato dall’Instituto Centro de Vida (ICV), che ha mappato il prelievo del legname sulla base di immagini satellitari raccolte tra agosto 2013 e il luglio 2016 per poi confrontarle con le autorizzazioni. Il rapporto mostra che 195.600 ettari di foresta amazzonica sono stati abbattuti illegalmente nei tre anni di riferimento. L’area totale è equivalente alla superficie delle città di São Paulo e Belo Horizonte.

E IN ITALIA CONTANO PIU’ LE GRIFFE CHE L’AMBIENTE

Il legno illegale, quel legname prelevato o commercializzato in violazione alle leggi nazionali, oltre a essere il frutto di pratiche forestali irresponsabili, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Oltre a compromettere ecosistemi preziosi come quello dell’Amazzonia, la presenza sul mercato di stock di legname a basso prezzo rende economicamente svantaggioso uno sfruttamento sostenibile delle foreste. E la mancanza di una legge che vieti il legno illegale – come spiega Salva le Foreste l’osservatorio indipendente sulle foreste primarie – rende possibile ogni mese lo scarico di migliaia di metri cubi di legname illegale anche in Italia. Perfino in presenza di prove che documentano la probabile origine illegale del legname, le stesse forze di polizia non possono agire. Spiega Salva le Foreste: “Mentre i CD pirata o le griffe falsificate vengono immediatamente sequestrate, il legno illegale gode della totale impunità, e perfino di protezione”.