Ho chiesto la rateizzazione ma i bollettini sono arrivati scaduti e ora me l’hanno annullata

Caro Salvagente, il 14 maggio scorso ho chiesto la rateizzazione di una bolletta onerosa a Iren mercato, come consigliato dall’operatore e sono rimasta in attesa di istruzioni da parte del gestore. Ho fornito la mia e-mail, ma nessuno ha mai risposto. Per lo meno fino al 7 agosto, giorno in cui ho ricevuto un plico contenete una lettera datata 16 luglio e i bollettini di cui uno pagato dopo un sollecito senza preavviso, due ormai scaduti e uno in scadenza ad agosto. Iren mercato dopo la mia richiesta di spiegazioni sul comportamento che dovrei tenere per non cadere in sanzioni, mi ha risposto che la procedura prevede il pagamento in un’unica soluzione visto che non ho rispettato i termini di scadenza degli importi. Cosa posso fare visto che oggettivamente non ho alcuna responsabilità di quanto accaduto?
Alessandra Fierli

 

Cara Alessandra, la sua domanda è assolutamente ragionevole: perché a pagare i ritardi dei gestori e della consegna dei bollettini deve essere l’utente? Una questione annosa, ma nel suo caso molto concreta. Abbiamo coinvolto Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha detto.

Partiamo dicendo che chiedere la rateizzazione è un diritto del cliente nel momento in cui riceve una bolletta di importo superiore alla media dei normali consumi. Ciò può essere causato da un ricalcolo dei consumi ad esempio, per un’anomalia del contatore, oppure da un importo calcolato a seguito di mancate letture del contatore su consumi effettivi:  i famosi conguagli.

Sono previste apposite regole per la rateizzazione delle bollette, regole che cambiano, a seconda che ci si trovi sul marcato di maggior tutela, oppure sul mercato libero.

LA RATEIZZAZIONE E LE SUE REGOLE

Per il mercato di Maggior Tutela, le modalità e i casi (ad esempio conguagli che superano  l’addebito medio delle bollette su  consumi stimati del 150%), sono stabiliti dall’Autorità (ARERA),  per ciò che riguarda invece il mercato libero, è il singolo fornitore a fissare le condizioni e a indicarle nel contratto di fornitura stesso. Inoltre, se viene emessa una fattura, che rientra nella casistica del pagamento rateizzato, ciò deve essere indicato nella fattura in questione e sempre nella fattura deve essere indicato come richiede la rateizzazione.

È chiaro, che se si è sottoscritto un contratto nel libero mercato, questa materia, come anche altre, a dire il vero, sono sottoposte alla discrezionalità del fornitore con il quale si è sottoscritto il contratto, fornitore che fissa le sue regole nelle condizioni contrattuali: è allora evidente che ci saranno casistiche diverse che non garantiranno uniformità e chiarezza di trattamento e questo non tutela di certo il consumatore.

I TEMPI PER RICHIEDERLA

Il cliente, comunque, potrà richiedere la rateizzazione entro 10/15 giorni dalla data di scadenza della fattura, anche se, in diversi casi, il fornitore concede la rateizzazione, in base alle proprie regole,  anche dopo tale termine, nell’ottica di favorire il cliente e consentirgli il pagamento con una dilazione gestibile.

Se la fattura viene contestata per una qualche anomalia, la data di scadenza viene sospesa fino alla definizione della controversia e quindi il termine per un ‘eventuale dilazione, riprenderà dalla data di conclusione del contenzioso.

Nel mercato tutelato, invece, l’importo da pagare va rateizzato in un numero di rate pari almeno al numero delle bollette precedenti emesse su consumi stimati e, ricevute prima del conguaglio oneroso. Infine, sull’importo delle bollette da rateizzare, verranno calcolati gli interessi di dilazione, il cui tasso di riferimento è quello fissato dalla Banca Centrale Europea.

SE I BOLLETTINI ARRIVANO IN RITARDO

La signora Fierli, ha seguito la procedura corretta per la richiesta della rateizzazione e quindi avrebbe dovuto ricevere i bollettini pre marcati per poter procedere con i pagamenti alle scadenze previste e concordate. Non è l’unico caso in cui tali bollettini, che vengono spediti via posta con una semplice lettera, non siano consegnati nei tempi necessari a iniziare i pagamenti entro le scadenze.

Per ovviare a questo, in genere, viene richiesto un indirizzo di posta elettronica al quale viene inviato il tutto. La signora aveva anche fornito tale possibilità, quindi non si spiega perché Iren non abbia proceduto ad operare nel modo più semplice per la gestione della situazione.

LA DATA DELLA LETTERA

Ora è chiaro, che la nostra lettrice, può far valere innanzitutto la data presente sulla lettera ricevuta, data che si riferisce a circa due mesi dopo la richiesta e quindi già questo la mette al riparo da azioni eventuali di Iren, fermo restando che dovrebbero anche spiegarle perché non li hanno inviati nell’immediato, per posta elettronica.

Consiglierei di far presente ad Iren per iscritto, tale anomalia e quindi, rigettare la tesi della decadenza del beneficio perché il ritardo non è imputabile alla cliente ma a una mancanza del fornitore e di comunicare contestualmente, che si continueranno a pagare i bollettini, cioè le rate, mensilmente.

Consiglio anche, di farsi supportare magari da un’associazione consumatori, così da  far venire fuori anche questi comportamenti poco corretti dei fornitori nei confronti dei propri clienti, che vogliono pagare il dovuto, e che quindi vanno assolutamente distinti dai cattivi pagatori seriali, ma devono anche essere messi nelle condizioni di farlo senza gravare sul normale andamento del bilancio familiare, perché poi alla fine, ricordiamoci che, nella maggior parte dei casi,  sono sempre conguagli generati da cause indipendenti dal cliente, che provocano situazioni di questo tipo che concretamente vanno a gravare solo sul consumatore.