Stop alla carne di pollo brasiliana nella Ue, non si placa lo scandalo “carne fraca”

L’unione europea sta pensando di bloccare le importazioni di carne di pollo prodotta dalla Brf, il maggior esportatore brasiliano di carne coinvolto nello scandalo di “carne fraca”, (Carne debole, letteralmente) l’operazione antisofisticazione più grande mai realizzata che aveva messo sotto choc l’intero paese, rivelando un cocktail da brividi venduto tanto all’interno dei confini dello stato sudamericano che fuori, dato che una parte era destinata all’esportazione.

Più di un anno dopo la defragrazione dello scandalo che aveva coinvolto anche il governo Temer, non accennano a diminuire gli effetti di un allarme che continua a produrre reazioni tanto in Brasile che fuori.

E ieri il ministro carioca dell’agricoltura, Blairo Maggi, ha fatto sapere che il Vecchio Continente potrebbe stoppare l’ingresso della carne di pollo alla Brf e ad altre imprese verde-oro.

Secondo Maggi la Ue sta usando lo scandalo per mettere in pratica uno stop che nulla avrebbe a che fare con motivazioni reali di allerta sanitario.

La reazione comunitaria viene dopo la terza fase dell’inchiesta che nello scorso marzo aveva svelato che cinque laboratori accreditati presso il Ministero dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca truccavano i risultati degli esami in campioni industriali.
Lo scopo era di eludere il Servizio federale di ispezione per impedire di sorvegliare la qualità del processo industriale della BRF.

Nella prima fase dell’inchiesta, invece, era venuta alla luce un’immensa attività di adulterazione che prevedeva l’uso di prodotti chimici per il “maquillage” della carne scaduta compresi acidi non permessi per l’uso alimentare. Non solo, nei tranci di bovino brasiliano era iniettata acqua per farli aumentare di peso.
A essere adulterata era anche la carne di pollo, alla quale veniva aggiunta della carta e le salsicce nelle quali era aggiunta fraudolentemente la carne della testa di maiale.

Solo lo scorso anno il Brasile ha venduto carne di pollo salata per 317 milioni di euro all’Europa e al naturale per 118 milioni di dollari.