Il giochetto di BluPanorama e BluExpress sui nomi costa caro ai passeggeri

Caro Salvagente, sono vittima di più di una truffa da parte della compagnia aerea BluPanorama – BluExpress! Io e tanti altri passeggeri sul mio stesso volo RC-Roma del 8 dicembre 2017. Dopo aver comprato il biglietto online, quando arriviamo al check-in ci viene detto che il nome sulla prenotazione non corrisponde al nostro, di solito per mancanza delle lettere finali. A causa di un errore del sistema.

Il problema è abbastanza frequente a quanto dice l’hostess di terra. Siamo quindi tutti costretti a comprare nuovamente il biglietto per non rimanere a terra ed ora ho appena verificato, tramite il call center BluExpress, la prenotazione che ho fatto per il 19 dicembre e risulta lo stesso problema. La BluExpress si rifiuta di aggiungere le ultime 3 lettere del mio nome (troncate dal sistema) e mi chiede 80€ di penale per il cambio nome.

Bianca Forzano

Cara Bianca, abbiamo fatto una breve ricerca e casi come il suo sono segnalati già dal 2015, sempre con la stessa compagnia. Dunque non sembrano nuovi a questi discutibili metodi. Abbiamo comunque chiesto un commento a Carmelo Calì, responsabile nazionale trasporti e turismo di Confconsumatori. Ecco cosa ci ha risposto.

Quella descritta dalla lettrice è l’ennesima furbata delle compagnie aeree, che cercano di raschiare il fondo del barile sulla pelle dei passeggeri!

Viene contestata una presunta mancata corrispondenza tra il nome riportato sul biglietto e quello sul documento di identità.

Per come risulta, non si tratta di un caso isolato ma di una questione che ha colpito, anche con modalità reiterate, una generalità di consumatori. Infatti la passeggera, oltre a lamentare l’accaduto dell’8 dicembre, segnala anche un’identica questione per il volo sul quale dovrà imbarcarsi il prossimo giorno 19.

Non ci troviamo di fronte a una persona che ha sbagliato a scrivere il proprio nome, ma è il sistema di prenotazione online che emette biglietti errati. L’inadempimento quindi è da parte della compagnia che nell’emettere il biglietto riporta e stampa non un nome diverso, ma il nome troncato dalle lettere finali, che è ben altra cosa. Infatti bisogna intendersi sulla non corrispondenza del nome che, a mio avviso, non sussiste perché non ci troviamo di fronte a un nome diverso ma a un nome “troncato” per errore del sistema.

Perché BluPanorama non corregge il sistema?

L’inefficacia è della compagnia la quale, piuttosto che risolvere il problema, ne scarica le conseguenze sulla pelle dei passeggeri. E ciò se da un lato aggrava l’inadempimento, dall’altro fa sorgere il dubbio che non vi sia nessuna volontà, per fini che mi sfuggono, di risolvere un palese difetto del sistema di prenotazione.

Ne consegue che il passeggero dovrebbe pagare una penalità per la correzione di un errore addebitabile esclusivamente alla Compagnia. Una follia!

Da dove escono fuori i 30 euro?

Ancor più strana la somma richiesta perchè, ammesso e non concesso che il passeggero avesse sbagliato a scrivere il proprio nome, la penale prevista dall’art. 7.3 dei termini e condizioni di contratto di BluPanorama, in aperta violazione dell’art. 33 del Codice del Consumo, e quindi in ogni caso vessatoria e illegittima, prevede la somma di 50 euro e non di 80 per il cambio del nome in aeroporto al momento del check-in. Ma in questo caso la passeggera lo ha chiesto da casa con almeno una settimana di anticipo. Ne consegue che, anche i 30 euro di differenza, non possono riferirsi all’eventuale spesa amministrativa che richiede in questi casi la biglietteria aeroportuale, come prevede sempre lo stesso articolo. Da dove sono venuti fuori questi ulteriori 30 euro?

La compagnia è responsabile

BluPanorama dimentica che ai sensi dell’art. 949-bis del Codice della navigazione il vettore aereo è responsabile nei confronti del passeggero a meno che non provi che egli stesso e i suoi dipendenti e preposti hanno preso tutte le misure necessarie e possibili, secondo la normale diligenza, per evitare il danno oppure che era loro impossibile adottarle. E non mi sembra che ciò sia accaduto nel caso in esame.

Valgono inoltre i principi generali previsti dal Codice Civile in materia di buona fede e correttezza dei rapporti contrattuali che, in questo caso, risultano palesemente violati e nulla esclude che in tale comportamento possa riscontrarsi anche una pratica commerciale scorretta.

Ai passeggeri spetta quindi il diritto alla restituzione di tutte le somme che sono stati costretti a pagare e consigliamo loro di richiederle. Da parte nostra, ritenuta la prassi generalizzata e reiterata, provvederemo a inoltrare segnalazione all’Enac e all’Antitrust.