Monsanto-Bayer, stop dall’Ue alla fusione… fino a gennaio

Il matrimonio del decennio, almeno per quanto riguarda il campo delle multinazionali, è rimandato. Il colosso americano Monsanto si vede recapitare uno stop dall’Ue per l’acquisizione della tedesca Bayer, per cui è disposta a sborsare 66 miliardi di dollari. La fusione dei due giganti dell’agrochimica, specializzati in pesticidi, colture Ogm, e medicinali,  deve stare ferma un giro perché gli impegni presentati lo scorso 31 luglio all’Antitrust europeo sono stati ritenuti insufficienti da Bruxelles, preoccupata per il rischio di creare una posizione eccessivamente dominante in dei settori così delicati.  La Commissione europea, infatti, teme che “concentrazione possa ridurre la concorrenza in settori come i pesticidi, le sementi e l’agrochimica” e per tanto ha aperto un’inchiesta che promette approfondita per effettuare le dovute verifiche. La decisione arriverà entro l’8 gennaio 2018.

Europei contrari

Contro la fusione delle due multinazionali è stata sottoscritta una lettera da 55 europarlamentari e lanciata una petizione popolare sul sito Avaaz.org, firmata da più di un milione di persone. “È fondamentale mantenere un mercato competitivo con una buona gamma di prodotti fitosanitari e di altre entrate agricole disponibili, con un impegno a lungo termine per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti, per soddisfare le esigenze degli agricoltori europei e delle loro cooperative” ha detto al Financial Times, Pekka Pesonen, segretario generale dell’organizzazione europea degli agricoltori Copa e Cogeca.

I sì alle fusioni precedenti

Sempre secondo il Financial Times, “L’accordo Bayer-Monsanto accelererebbe il rapido consolidamento del mercato globale dell’agricoltura, a seguito della fusione di Dow Chemical e Dupont e dell’acquisizione di ChemChina della multinazionale svizzera Syngenta, specializzata in sementi. Bruxelles ha condotto indagini approfondite su entrambe le trattative e le ha approvati all’inizio di quest’anno, dopo aver ottenuto delle concessioni tra cui l’abbandono di una parte sostanziale delle imprese”. Un prezzo che Bayer e Monsanto potrebbero essere disposte a pagare, pur di non perdere il treno della fusione. E per questo chi si oppone all’operazione vede lo stop dell’Ue solo come una battaglia vinta dentro una guerra molto più grande.