La macchina della verità dell’Enea che scopre gli alimenti contaminati e le truffe

Immaginiamo di possedere un apparecchio di dimensioni ridotte con il quale analizzare, in tempo reale, i prodotti alimentari che stiamo acquistando, grazie ad un dispositivo a led, e scovare la presenza di eventuali contaminanti. Non è pura fantascienza, ma lo sviluppo, possibile, di un prototipo con tecnologia laser già realizzato dall’Enea Frascati.

DALL’ARTE ALLA SICUREZZA ALIMENTARE

“Dopo anni di lavoro e di studio del comportamento del laser nell’interazione con la materia svolti nel campo dell’arte e dell’ambiente, ci siamo dedicati alla sicurezza alimentare”, spiega il capo di laboratorio di Enea Frascati Antonio Palucci. Questa tecnologia, infatti, fa sì che si analizzi la materia senza che le sostanze vengano manipolate e “ottenendo risultati in tempo reale”. Il prototipo permette di testare varie sostanze e anche matrici, studiandole quindi allo stato solido, liquido e sotto forma di vapore, aggiunge Palucci.

Lo strumento, dunque, si pone come mezzo di contrasto alle frodi alimentari e, non appena Enea ne ha comunicato la realizzazione, sono state numerosissime le imprese che hanno contattato il centro di ricerca perché interessate a dotarsene, in modo da controllare direttamente i loro processi produttivi.  Sarebbe poi molto importante e utile se a dotarsene potessero essere preso anche le mense aziendali e scolastiche e quelle che preparano i cibi per i degenti degli ospedali, dove talvolta accade che qualche contaminazione venga rilevata.

A collaborare con il centro Frascati a questa ricerca sono stati sei partner industriali nell’ambito del progetto triennale SAL@CQO finanziato con 3 milioni di euro dal ministero dello Sviluppo economico.

ISTAMINA NEL PESCE, FALSO EXTRAVERGINE, DOLCIFICANTI NON DICHIARATI…

Grazie all’apparecchio è possibile, dunque, scoprire l’eventuale presenza di sostanze tossiche come l’istamina nel pesce o quella della melammina che provoca l’adulterazione del latte in polvere, ma si può anche mostrare la presenza di una quantità eccessiva di dolcificanti (fruttosio, glucosio, maltosio, aspartame e saccarosio) non dichiaratI in etichetta nei succhi di frutta, la presenza di oli vegetali scadenti nell’extravergine di oliva e il contenuto di metanolo nel vino. Importante ricordare, ad esempio, che l’istamina è una molecola tossica che si forma quando il pescato è vecchio o non viene conservato bene: una sostanza, che, peraltro, nel 2013 ha causato migliaia di intossicazioni in tutta Europa e oggi è protagonista di molti ritiri. Non può essere ‘abbattuta’ con la cottura e per questo è importante riconoscerne la presenza prima di ingerire questi alimenti.

IL CONTROLLO? ATTRAVERSO UNA APP PER SMARTPHONE

Per questi motivi il team di Enea prosegue nella ricerca al fine di realizzare apparecchiature portatili che possano essere utilizzate da tutti: i raggi laser potranno essere fatti passare lungo fibre ottiche oppure potranno essere sostituiti dai led in modo da miniaturizzare lo strumento. Ancora più semplice se, addirittura, potrà essere utilizzata un’app per smartphone per poter individuare la presenza di sostanze tossiche.

Nell’ambito del progetto di ricerca sono anche previste delle borse di studio indirizzate a giovani ricercatori e l’avvio di specifici ‘laboratori-cucina’ dove analizzare con sofisticati strumenti diagnostici ogni fase di preparazione e conservazione dei cibi; i risultati saranno pubblicati sul web, in modo da informare in via diretta i consumatori per scelte più consapevoli, sicure e migliori pratiche quotidiane. Enea ha impegnati diversi centri di ricerca e numerosi laboratori che si concentrano sulla sicurezza alimentare e la tracciabilità degli alimenti. L’ultimo contributo rendicontato dall’Enea attraverso il 5 per mille è stato di oltre 45mila euro per ricostruire la Città della Scienza a Napoli, distrutta da un incendio nel 2013.