La friggitrice ad aria non è sempre preferibile al forno

Tempistiche, consumi elettrici, risultati nutrizionali e formazione di contaminanti: ecco chi vince la sfida

Un braccio di ferro giocato su tempi di cottura, consumi elettrici, resa dei grassi e anche sulla formazione della acrilammide, il contaminante cancerogeno che si sviluppa durante le cotture ad altre temperature di cibi ricchi di amido. Quello tra friggitrice ad aria e il tradizionale forno elettrico è un duello che disputa sempre di più nelle cucine degli italiani.

Secondo un confronto condotto dalla rivista austriaca Stiftung Warentest 600 grammi di patatine surgelate richiedono circa 35 minuti di cottura nel forno tradizionale, mentre nella friggitrici ad aria bastano 20 minuti.

Il consumo energetico corrispondente è pari a 1.481 wattora nel forno e a 537 wattora nella friggitrice ad aria. Rispetto al forno tradizionale, infatti, la camera di cottura della friggitrici ad aria è più piccola e si riscalda quindi più rapidamente; l’aria calda circola più velocemente, non sono necessari lunghi tempi di preriscaldamento e la preparazione degli alimenti richiede meno tempo. In più, i cibi risultano meno grassi rispetto a quelli cotti nella classica friggitrice a olio.

I tempi brevi per raggiungere elevate temperature e l’ambiente troppo compartimentato però favoriscono la formazione dell’acrilammide.

Nelle analisi comparative di laboratorio condotte su patatine prefritte surgelate, Il Salvagente ha misurato la concentrazione di acrilammide prodotta con i diversi metodi di cottura:
  • Friggitrice ad aria (180 °C per 7 minuti): l’acrilammide ha fatto registrare un picco di 481 mcg/kg, arrivando a sfiorare il valore di riferimento europeo per le patatine (500 mcg/kg).
  • Frittura in padella con olio (160 °C per 10 minuti): si è attestata a 396 mcg/kg.
  • Forno elettrico tradizionale (non ventilato a 200 °C): ha registrato una media di 151 mcg/kg, ovvero un valore fino a tre volte inferiore rispetto alla friggitrice ad aria.
Test condotti da altre testate confermano che le friggitrici ad aria possono produrre dal 30% al 40% di acrilammide in più rispetto alle friggitrici tradizionali ad olio a temperatura controllata. 
Il Ctcu di Bolzano ricorda che chi utilizza una friggitrice ad aria dovrebbe comunque tenere presenti alcuni accorgimenti fondamentali:

  • in considerazione della formazione di acrilammide, vale il principio: dorare e non carbonizzare;
  • per le cotture ad alte temperature è consigliabile utilizzare oli resistenti al calore, come l’olio d’oliva;
  • la carta da forno, nella maggior parte dei casi, non è necessaria e può addirittura ostacolare la circolazione dell’aria;
  • anche il foglio di alluminio non è necessario e non dovrebbe in ogni caso entrare in contatto con alimenti salati o acidi, poiché questi causano il rilascio di particelle di alluminio;
  • la pulizia regolare della camera di cottura, per rimuovere grasso vecchio e residui di cibo, aiuta a prevenire la produzione di acidi grassi trans dannosi per la salute e la formazione di fumo.