Biossido di titanio, perché è ancora nei farmaci che possono farne a meno

biossido di titanio

Il biossido di titanio è stato vietato come additivo alimentare, ma è ancora consentito come eccipiente nei farmaci per vie orali. Diversi produttori continuano ad usarlo anche se non è necessario per i benefici previsti. Ecco alcuni esempi

Il biossido di titanio è stato vietato come additivo alimentare, ma è ancora consentito come eccipiente nei farmaci per vie orali. Diversi produttori continuano ad usarlo anche se non è necessario per i benefici previsti. Il magazine francese 60 millions de consommateurs riporta alcuni esempi chiari.

I rischi per la salute

Nel 2022 l’Unione europea lo ha eliminato dagli alimenti come additivo E171, dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva concluso di non poter più considerare la sostanza sicura perché non era possibile escludere un rischio di genotossicità, cioè la capacità di danneggiare il Dna.

Il biossido viene utilizzato in farmaceutica come colorante bianco opacizzante per omogeneizzare il colore del rivestimento di compresse e capsule, e – secondo quello che sostengono le aziende farmaceutiche, per proteggere i principi attivi fotosensibili, contribuendo così alla stabilità del farmaco.

Perché il biossido di titanio è ancora nei farmaci?

“Ma qual è la realtà? – si chiede 60 millions de consommateurs, che ha intervistato appositamente tre laboratori” che sembravano in grado di farne a meno, ma che continuano a utilizzarlo”.

Biogaran Conseil commercializza due versioni di acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’aspirina) in compresse gastroresistenti. La compressa da 75 mg contiene biossido di titanio, mentre quella da 100 mg no. Perché? Perché, come spiega l’azienda, “entrambi i dosaggi hanno la stessa forma e le stesse dimensioni . Per distinguerli, le compresse da 75 mg sono rosa. Questa colorazione rosa è ottenuta con un rivestimento aggiuntivo contenente TiO2″.

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Ibuprofene, il problema della leggibilità

Haleon Laboratories commercializza l’ibuprofene in capsule molli, AdvilCaps: le capsule da 200 mg contengono biossido di titanio (TiO2), mentre quelle da 400 mg no. In questo caso, il colore della scritta sulla capsula è diverso: è nera sulle capsule da 400 mg, mentre è bianca sulla versione da 200 mg, che quindi contiene biossido di titanio. “L’inchiostro utilizzato per l’indicazione del dosaggio […] è diverso per ragioni tecniche”, spiega il laboratorio. “La formulazione con TiO2 garantisce una buona leggibilità dell’indicazione del dosaggio grazie a un contrasto migliore sulla capsula verde. Questa differenza è essenziale per ridurre al minimo il rischio di confusione tra i due dosaggi.”

In entrambi gli esempi, l’attenzione si concentra quindi più sulla garanzia di una somministrazione sicura che sull’influenza sulla stabilità del farmaco. Entrambi i laboratori sottolineano il suo utilizzo regolamentato.

“Alcuni prodotti Biogaran contengono una quantità minima di biossido di titanio, in conformità con le normative vigenti in materia di farmaci”, precisa Biogaran. Il terzo laboratorio contattato, Zentiva, non ha (ancora) risposto alle nostre richieste. Secondo il database dei farmaci, le compresse di ibuprofene da 400 mg prodotte da Zentiva Conseil contengono TiO2, mentre quelle di Zentiva France no.

L’alternativa esiste: il caso M&M’s

Però, secondo 60 millions de consommateurs, il problema potrebbe essere affrontato come nell’industria alimentare ha fatto Mars Wrigley con le M&M’s. Poco prima del divieto del biossido di titanio, l’azienda aveva iniziato a produrre M&M’s senza biossido di titanio. Sono state prese in considerazione tre soluzioni: amido di riso, carbonato di calcio e miscele che li incorporavano entrambi. È stato sostituito con l’amido di riso.

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